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mercoledì 9 novembre 2011

Inside : Cocaina sotto i mari

Inside : Cocaina sotto i mari


Le telecamere del National Geographic esplorano il mondo dei cartelli della droga, svelando le nuove armi dei trafficanti che oggi utilizzano anche i mezzi di trasporto piu' impensabili, come i sottomarini

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I narcos sudamericani si sono attrezzati con sottomarini veloci e sofisticati, che attraversano l'Atlantico e sbarcanno sulle coste del Mediterraneo. L'allarme lanciato dalla Dea americana dopo diversi sequestri

La cocaina viaggia, sempre di più, sotto il mare. E se fino a poco tempo fa i trafficanti sudamericani disponevano di sottomarini artigianali e poco capienti, ora, grazie all'enorme disponibilità di denaro, alla tecnologia e alla complicità di tecnici compiacenti, sono in grado di fabbricare natanti grandi, veloci e sofisticati, in grado di coprire anche lunghe distanze. La Dea, l'Agenzia antidroga americana, ha di recente lanciato l'allarme e messo in guardia i colleghi di mezzo mondo. Perché si teme che i cartelli siano già in grado di trasportare la coca dal Sudamerica alle coste africane e addirittura nel Mediterraneo. Anzi, stando ad alcune fonti di intelligence, le nuove rotte sarebbero già state sperimentate. E, i messicani soprattutto, già signori della droga nelle Americhe e in Australia, potrebbero d'ora in poi controllare direttamente anche il florido mercato europeo. Con conseguenze immaginabili vista l'efferatezza che li contraddistingue.
Se fin dagli anni Novanta i sottomarini sono stati utilizzati come mezzo di trasporto alternativo ad aerei e corrieri via terra, solo di recente, però, i narcotrafficanti hanno deciso di usarli in modo massiccio tanto da indurre nell'aprile scorso il generale Douglas Fraser, responsabile del "Comando Sud-Operazioni americane" a lanciare l'allarme sui pericoli del "fronte marino". L'ultimo sottomarino dei narcos colombiani è stato intercettato il 13 luglio dalla marina militare honduregna, a circa 16 miglia dalla costa di Gracia de Dios, nel mar dei Caraibi. L'equipaggio, quattro colombiani e un honduregno (tutti arrestati), ha fatto in tempo ad indossare i giubbetti salvagente, manovrando subito dopo le valvole per l'autoaffondamento del natante, che si è adagiato sul fondale a meno quindici-venti metri. A bordo, alcune tonnellate di cocaina (che si cercherà di recuperare) adeguatamente confezionate e destinate ai cartelli messicani per il mercato americano. E, a conferma di come il mare sia ormai la via privilegiata, meno di una settimana prima, il 7 luglio, lungo le coste panamensi, è stato sequestrato il veliero "Intaka", battente bandiera americana, di proprietà di un italiano residente a Miami, che trasportava 3406 litri di coca liquida diretti in Europa.


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