Documentari-Italy

Tutte le news dal mondo dei documentari!!!

venerdì 30 settembre 2011

Dual Survival -S02-

Dual Survival -S02-

Dal 27 settembre, ogni martedì alle ore 21:00, su Discovery Channel (Sky Canali 401, 402 e in HD), in compagnia del militare Dave Canterbury e del naturalista Cody Lundin, in Prima Tv la seconda stagione di “Dual Survival”. Serie di dodici episodi, “Dual Survival” vede i due protagonisti affrontare i luoghi più impervi e dimostrare le loro capacità di sopravvivenza.
La ‘strana’ coppia si cimenta in situazioni che potrebbero accadere a ognuno di noi: essere abbandonati, perdersi durante un’escursione o un’arrampicata. Dotati di equipaggiamento minimo, quello che normalmente si ha a disposizione nelle situazioni reali, Cody e Dave devono contare solo sulla loro esperienza per trovare soluzioni capaci di salvargli la vita.
Gli esperti concordano sul fatto che le regole universali sono poche: trovare un rifugio, acqua, cibo e soccorso. Tutto il resto è lasciato al caso e Dave e Cody lo sanno bene.
Nel primo episodio dal titolo “Impantanati”, l’ex militare Dave Canterbury e l’esperto di sopravvivenza Cody Lundin ritornano per sfidare le terre più impervie del pianeta. Riusciranno a cavarsela anche questa volta?

Episodi :

1 - Impantanati
2 - Deserto Messico 
3 - Terra Del Fuoco 
4 - Foresta Panama 
5 - Montagne Wyoming 
6 - Pianure del Montana 
7 - Oceano Pacifico 
8 - Foreste Thailandia
9 - Sud Africa KwaZulu Natal
10 - Delta Okavango
11 - Kentucky Sud Orientale 
12 - Foreste del Maine


giovedì 29 settembre 2011

Lo squalo bianco: il ritorno

Lo squalo bianco: il ritorno


L'esperto di squali Greg Skomal segue cinque grandi squali bianchi per sei mesi, cercando di carpire i segreti di questi predatori tanto temuti.

INFOWEB

Il primo censimento di squali bianchi al mondo (2011)
Sarebbero poco più di duecento gli squali bianchi che nuotano lungo le coste centrali della California: per la precisione 219, tra adulti e adoloscenti.
E’ un numero sorprendentemente basso secondo Taylor Chapple, autore principale di questa ricerca, soprattutto se paragonato ad altri predatori al vertice della catena alimentare: per fare un esempio, sarebbero 1.145 le orche lungo la costa canadese e 1.526 gli orsi polari nel mar di Beaufort meridionale. Non sappiamo se cent’anni fa il loro numero fosse molto più alto, visto che è la prima volta in tutto il mondo che si tenta un censimento del genere, e solo gli anni a venire potranno stabilire se si tratta di una popolazione stabile o in declino e a rischo.
La stima, pubblicata dai ricercatori su Biology Letters, si basa sull’analisi di 321 fotografie scattate in tre anni consecutivi nelle zone dove si radunano stagionalmente, le isole Farallon e Tomales Point.
Ogni squalo ha infatti una sua distinta fisionomia e in particolare la pinna dorsale, grazie alla forma o alla presenza di tagli e cicatrici, rappresenta l’”impronta digitale” di ogni individuo. Si sono potuti così schedare ben 131 individui e, grazie a un metodo statistico, quantificare in poco più del doppio il numero di squali bianchi adulti che visita regolarmente le coste della California centrale.

http://edesabata.wordpress.com/2011/03/09/il-primo-censimento-di-squali-bianchi-al-mondo/

Ustica Tragedia Nei Cieli

Ustica Tragedia Nei Cieli
 A distanza di trent'anni dalla morte delle 81 persone a bordo del volo DC-9 Itavia I-TIGI, le cause rimangono inspiegabili.

INFOWEB

Con strage di Ustica è indicato il disastro aereo in cui persero la vita 81 persone nel cielo tra le isole di Ustica e Ponza, venerdì 27 giugno 1980, quando l'aereo di linea Douglas DC-9 I-TIGI, appartenente alla compagnia aerea Itavia, si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare.
Dopo oltre trent'anni di inchieste, molti aspetti di questo disastro, tra i quali le cause stesse, non appaiono ancora chiariti.

Ricostruzione dell'accaduto
Alle 20:08 del 27 giugno 1980 il volo IH870 diretto da Bologna a Palermo parte, con due ore di ritardo, e si svolge regolarmente nei tempi e sulla rotta previsti fino all'ultimo contatto radio tra velivolo e controllore procedurale di Roma Controllo, che avviene alle 20:58.
Alle 21:04, chiamato per l'autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo IH870 non risponde. L'operatore di Roma reitera invano le chiamate; lo fa chiamare, sempre senza ottenere risposta, anche da due voli dell'Air Malta, KM153, che segue sulla stessa rotta, e KM758, dal radar militare di Marsala e dalla torre di controllo di Palermo. Passa senza notizie anche l'orario di arrivo a destinazione, previsto per le 21:13.
Alle 21:25 il comando del Soccorso Aereo di Martina Franca assume la direzione delle operazioni di ricerca, allerta il 15º Stormo a Ciampino, sede degli elicotteri HH-3F del Soccorso Aereo.
Alle 21:55 decolla il primo HH-3F e inizia a perlustrare l'area presunta dell'eventuale incidente. L'aereo è ormai disperso.
Nella notte numerosi elicotteri, aerei e navi partecipano alle ricerche nella zona. Solo alle prime luci dell'alba viene individuata da un elicottero HH-3F del Soccorso Aereo alcune decine di miglia a nord di Ustica, una chiazza oleosa. Poco dopo raggiunge la zona un Breguet Atlantic dell'Aeronautica e vengono avvistati i primi relitti e i primi cadaveri. È la conferma che il velivolo è precipitato in quella zona del Tirreno dove la profondità supera i tremila metri.

Il recupero delle salme
Le vittime del disastro furono ottantuno, di cui tredici bambini, ma il ritrovamento e il recupero dei corpi riguardò solo trentotto persone.
Sulle sette salme per cui fu disposta l'autopsia furono riscontrati sia grandi traumi da caduta a livello scheletrico e viscerale, sia lesioni enfisematose polmonari da decompressione (l'aereo si era dunque aperto in volo).Nelle perizie gli esperti affermarono che l'instaurarsi degli enfisemi da depressurizzazione precedette cronologicamente tutte le altre lesioni riscontrate, ma non causò direttamente il decesso dei passeggeri facendo loro perdere solo conoscenza. La morte sopravvenne soltanto in seguito, a causa di traumi fatali, riconducibili, assieme alla presenza di schegge e piccole parti metalliche in alcuni dei corpi, a reiterati urti con la struttura dell'aereo in caduta.

Scatola nera e comunicazioni radio
Il Flight Data Recorder (FDR) dell'aereo aveva registrato dati di volo assolutamente regolari: prima della sciagura la velocità era di circa 323 nodi, la quota circa 7630 m con prua a 178°, l'accelerazione verticale oscillava senza oltrepassare 1,15 g. La registrazione del tranquillo dialogo tra il comandante Domenico Gatti e il copilota, che si raccontavano barzellette, restituito dal Cockpit Voice Recorder (CVR), si interruppe improvvisamente e senza alcun segnale allarmante che precedesse la troncatura.

Gli ultimi secondi dal CVR:

«Allora siamo a discorsi da fare... [...] Va bene i capelli sono bianchi... È logico... Eh, lunedì intendevamo trovarci ben poche volte, se no... Sporca eh! Allora sentite questa... Gua...»

La registrazione si era fermata tagliando l'ultima parola. Questo particolare indicherebbe un'improvvisa interruzione dell'alimentazione elettrica, per cui l'evento causa della caduta del DC-9 sarebbe stato repentino e inavvertito.

Le ipotesi
Le principali ipotesi sulle quali gli inquirenti hanno indagato sono:

il DC-9 sarebbe stato abbattuto da un missile;
vi sarebbe stata una collisione (o una semicollisione) con un altro velivolo;
sarebbe avvenuto un cedimento strutturale;
sarebbe esplosa una bomba a bordo.
il DC-9 sarebbe precipitato dopo essere entrato in collisione (o in semicollisione) con il Mig libico precipitato sulla Sila e ritrovato 20 giorni dopo.

More info --->>> http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica

martedì 27 settembre 2011

Gli Italiani Nelle Torri

Gli Italiani Nelle Torri


La più grande catastrofe della storia americana raccontata per la prima volta e senza filtri attraverso le sole parole degli italiani sopravvissuti all’attacco che ha sconvolto il mondo intero. In occasione dei 10 anni dall’attacco terroristico al World Trade Center questo documentario prodotto in esclusiva da History racconta le storie di quattro italiani che erano presenti e sono riusciti a sopravvivere a quella tragedia. L’esperienza di Lucio, Ruggero, Gina e Francesco è stata raccolta in una lunga intervista; le loro voci compongono un racconto corale di quel giorno interminabile e assurdo. Attraverso una profonda e toccante rievocazione degli eventi il loro ricordo si fa testimonianza di aspetti e dettagli del disastro mai raccontati prima da nostri connazionali. I pezzi di un 11 settembre ancora sconosciuto prendono forma per rivelarci il lato più umano e commovente della catastrofe.

Biografie
Lucio Cauto
Lucio Caputo è uno degli uomini più in vista nella comunità italiana di NY. È presidente di molte associazioni italo americane e di alcune istituzioni commerciali come l’Italian Wine & Food Institute. Gran parte della sua vita è trascorsa all’interno delle torri dove conservava tutti i suoi oggetti personali, i suoi ricordi, le cose più care. L’11 settembre si trovava come sempre al 78° piano della Torre Nord e quel giorno ha perduto persone e memorie carissime. È riuscito a salvarsi grazie al suo sangue freddo e ad una buona forma fisica. Trenta secondi dopo essere uscito il grattacielo è crollato alle sue spalle.

Francesco Ambruoso
Francesco Ambruoso oriundo di famiglia pugliese, mantiene forti legami con l’Italia; si laurea in America in economia e il 10 settembre 2001 inizia il tirocinio presso la Morgan Stanley, al 61° piano della torre sud del WTC. Quando l’aereo colpisce la torre sente come un terremoto. È riuscito a fuggire dalla torre e dopo molte ore a tornare a casa dai suoi genitori nel Connecticut, portando con se un collega californiano. Quel giorno non ha perduto amici o ricordi, ma l’attentato ha segnato la fine della sua vita da ragazzo. È la prima volta che racconta la sua storia in pubblico.

Gina Lippis
Originaria dell’Abruzzo emigrata a NY negli anni 80 lavorava da tempo per una società di brokeraggio, al 46° piano della torre nord; dopo l’esplosione è scappata con i suoi colleghi e si è salvata scendendo le scale aggrappata alla cintura del suo capo; quando l’ha lasciata, per la forza con cui la stringeva, il braccio le faceva male. Le scene che le si paravano davanti agli occhi l’hanno talmente scioccata che è uscita dalle torri in stato catatonico e confusionale e tutt’oggi soffre di forti sensi di colpa per essere sopravvissuta.

Ruggero De Rossi
Ruggero De Rossi, laureato a Roma in Economia, ha un passato da grande sportivo, il settimanale americano Barron's l'ha definito un genio dei bonds. Era il responsabile di uno dei maggiori fondi di investimento obbligazionario e lavorava al 34° piano della Torre Sud del WTC. De Rossi quella mattina si era attardato per scrivere una lettera a suo figlio a Milano. Giunto al WTC con 15 minuti di ritardo, nel momento in cui il primo aereo colpiva la torre è riuscito a mettersi in fuga essendo in quel momento nella hall, ma uscire dalla torre non è stato semplice. Molti corpi cadevano giù dalle torri nella piazza e i detriti di aereo e cemento colpivano quelli che tentavano la fuga. Ha impiegato più di 4 ore a tornare a casa. In quella fuga infinita, sotto shock, ha visto crollare le torri. Giunto finalmente a casa nell’Upper East Side era già consapevole che da quel giorno in poi tutta la sua vita sarebbe cambiata.

Megafabbriche : Lego

Megafabbriche : Lego


Nonostante l'avvento dei videogame e della TV, grandi e piccoli non rinunciano mai a giocare con i famosi Lego. Scopriamo quali sono le diverse fasi di realizzazione di questi giocattoli.

INFOWEB

LEGO è un produttore di giocattoli danese, noto internazionalmente per la sua linea di mattoncini assemblabili. L'azienda, fondata nel 1916 da Ole Kirk Christiansen, ha iniziato a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1949, ma soltanto dal 1958 essi assumono la particolare forma che ne caratterizza ancora oggi gli assemblaggi. Dalla iniziale serie classica, LEGO ha nel tempo realizzato anche la serie Duplo, dedicata ai più piccoli, poi ha creato anche dei mattoncini più grandi (quindi non ingeribili) e più facilmente incastrabili, e anche la serie Technic rivolta ai più grandi, costituita dalla gran quantità di pezzi meccanici, ingranaggi, motori, e perfino programmabile con numerose funzione personalizzazioni (si tratta della serie Lego Mindstorm che è difficilmente reperibile in Italia se non attraverso ordini telematici). Più recentemente il marchio LEGO è stato applicato con successo, sempre rimanendo fedele a se stesso, anche ad alcune serie di videogiochi e film come LEGO Harry Potter, LEGO Indiana Jones, LEGO Batman e l'intramontabile serie LEGO Star Wars.

Storia del LEGO

Le origini della LEGO
L'invenzione dei mattoncini è dovuta a Ole Kirk Christiansen (7 aprile 1891 - 11 marzo 1958), un falegname di Billund. Col tempo la sua modesta impresa familiare crebbe fino a diventare uno dei maggiori produttori di giocattoli del mondo.
Nel 1916, Christiansen aprì a Billund in Danimarca una piccola falegnameria, mediante la quale si occupava della costruzione di abitazioni e arredi interni per le fattorie della regione, con l'aiuto di una piccola squadra di apprendisti. Nel 1924, la bottega fu colpita da un grave incendio, scatenato per errore da uno dei suoi due giovani figli. Christiansen non si perse d'animo e, ripresosi dalle difficoltà, ricostruì una bottega più grande della precedente; nonostante ciò, la Grande depressione del 1929 non tardò ad avere conseguenze sul suo tenore di vita. Cercando un sistema per mitigare i costi di produzione, pensò allora di fabbricare versioni in miniatura dei suoi prodotti, in modo da velocizzare il processo di progettazione. Tali miniature furono l'ispirazione per la produzione di giocattoli che sarebbe cominciata di lì a poco.
Christiansen, infatti, iniziò a fabbricare giocattoli: da tirare, salvadanai, automobili e camion. Ebbe però un successo modesto, anche perché le famiglie della zona non potevano permettersi l'acquisto di giocattoli per i propri bambini, e, spesso, saldavano i conti dando in cambio cibo. Per restare sul mercato, Christiansen continuò quindi a produrre anche attrezzi ed arredi. A metà degli anni trenta, la moda dello yo-yo gli diede un breve periodo di prosperità, che però terminò in poco tempo. Per non perdere il materiale rimasto in magazzino, dalle parti degli yo-yo invenduti ricavò ruote per camion giocattolo. In questo periodo, il figlio Godtfred iniziò a lavorare attivamente con lui.
Nel 1934 Christiansen coniò per i suoi giocattoli il nome LEGO, prendendo ispirazione dalla locuzione in lingua danese leg godt ("gioca bene"). La società afferma che il termine in latino significa "metto insieme" o "assemblo", ma si tratta di una traduzione piuttosto libera di un verbo che normalmente è tradotto con "raccolgo" o "scelgo". In finlandese, legot (forma plurale di lego) è usato anche come termine gergale per indicare i denti umani, a causa della loro forma rettangolare.
Quando l'utilizzo della plastica si diffuse, Christiansen la introdusse nella propria produzione. Uno dei primi giocattoli modulari ad essere costruito fu un camion scomponibile. Nel 1947, Ole Kirk e Godtfred crearono i primissimi esemplari di mattoncini assemblabili in plastica, prendendo spunto da quelli prodotti dalla società Kiddicraft e brevettati da Hilary Harry Fisher Page.Nel 1949, LEGO ne iniziò la produzione, chiamandoli Automatic Binding Bricks. I mattoncini, composti di acetato di cellulosa, erano sviluppati seguendo la tradizione dei blocchetti in legno da sovrapporre già commercializzati dall'azienda. I mattoncini potevano essere assemblati e disassemblati fra loro, facendo combaciare le sporgenze rotonde sulla faccia superiore con le cavità rettangolari presenti sul fondo. Nel 1953, ai mattoncini venne dato un nuovo nome: "LEGO Mursten" o "LEGO Bricks" ("mattoncini LEGO").
L'uso della plastica per produrre giocattoli non fu visto all'epoca con molto favore da rivenditori e consumatori. Molte delle scatole di LEGO vennero restituite per scarsa vendita. Con l'avvento del 1954 Godtfred diventò direttore della LEGO. I mattoncini presentavano ancora problemi di duttilità: le loro possibilità di collegamento erano piuttosto limitate e non erano molto versatili.
Nel 1958 fu studiato il mattoncino LEGO nella forma di lì in poi utilizzata, e i pezzi furono migliorati con l'inserimento di un cilindretto nella cavità inferiore, che aggiungeva supporto alla base permettendo maggiori opzioni di collegamento e stabilità dei pezzi. Nello stesso anno, Ole Kirk Christiansen morì e suo figlio Godtfred ereditò la guida della società.

Progettazione e produzione
Poiché i LEGO hanno come consumatore un pubblico di bambini, il design dei giocattoli è giocoforza imperniato sull'ergonomia, affinché siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l'ausilio di istruzioni. Per ottenere questo risultato, per ogni specifico componente è necessario impegnare un alto livello di specializzazione ingegneristica.
Una delle caratteristiche chiave dei mattoncini LEGO è il far parte di un "sistema". Ogni nuova serie o scatola è compatibile con il resto del sistema; ciascun pezzo, indipendentemente dalle sue dimensioni, forma o funzione, si incastra con la maggioranza degli altri LEGO. Per esempio, gli ingranaggi e i meccanismi a motore della serie Technic, pensati per ragazzi e adolescenti, possono essere collegati a mattoncini DUPLO pensati per bimbi di tre anni. Questa caratteristica consente al sistema LEGO di evolvere e di adattarsi alle varie fasi della crescita del bambino, fino alla maggiore età.
La fusione della materia prima avviene in due impianti: in Danimarca e Svizzera. Le decorazioni ed il confezionamento si svolgono negli stabilimenti in Danimarca, Svizzera, USA, Corea del Sud e Repubblica Ceca. La media di produzione annuale è di circa 20 miliardi di mattoncini all'anno, ovvero circa 2,3 milioni all'ora.
Mattoncini, piattaforme, assi, ometti, e tutti gli altri elementi del sistema LEGO, sono prodotti con dimensioni dalla tolleranza infinitesimale poiché, quando vengono incastrati, devono avere la giusta coesione e mantenerla. Per fare in modo che fra i pezzi vi sia il giusto incastro, la tolleranza di produzione è di 2 millesimi di millimetro (0,002mm), o di 8 milionesimi di pollice (0,00008").
Per mantenere quest'alta qualità, è necessario utilizzare particolari impianti di fusione con produzione a quantità limitata e macchine ad alta precisione. Gli stampi ad iniezione sono equipaggiati con sensori che rilevano le minime variazioni di pressione e temperatura. Personale specializzato, inoltre, controlla l'uscita degli stampi, assicurandosi che non vi siano anomalie nelle misure o nella tinta del colore. Secondo quanto dichiarato da LEGO, solo 18 pezzi su un milione non rispettano gli standard qualitativi. È grazie a questa cura nella produzione che i LEGO hanno mantenuto un così alto grado di qualità nel corso degli anni; è anche una delle ragioni per cui pezzi prodotti negli anni settanta si incastrano con pezzi prodotti più recentemente.

Il marchio
Il nome LEGO è diventato negli anni sinonimo del giocattolo che l'azienda produce. Il termine LEGO, infatti, è utilizzato il più delle volte per indicare i mattoncini stessi ("i Lego", ma anche "il Lego"), piuttosto che l'azienda. Per scongiurare questa confusione, i cataloghi degli anni settanta e ottanta riportavano una nota simile a questa:
« La parola LEGO® è un marchio speciale per tutti noi che lavoriamo nelle aziende del Gruppo LEGO. Apprezzeremmo di cuore che anche voi ci aiutaste a mantenerlo speciale, riferendovi sempre ai nostri mattoncini con le parole "mattoncini LEGO" o "giocattoli LEGO", e non semplicemente con "i LEGO". Così facendo ci aiuterete a proteggere un marchio del quale siamo molto orgogliosi, e che significa qualità in tutto il mondo. Grazie! Susan Williams, servizio clienti. »
Il marchio "LEGO" è registrato in lettere maiuscole.

Parchi tematici e vendita al dettaglio
LEGO ha costruito parchi tematici in varie nazioni, dal nome di LEGOLAND, con modelli in grande scala di luoghi reali. Il primo fu fondato a Billund, Danimarca. Altri seguirono: LEGOLAND Windsor in Inghilterra, LEGOLAND California a Carlsbad negli Stati Uniti, LEGOLAND Deutschland nel distretto di Günzburg in Germania. Il 15 ottobre 2011 aprirà il 5 parco, LEGOLAND Florida a Winter Haven negli Stati Uniti.
Quando nel 1992 aprì il Mall of America, una delle sue attrazioni principali fu il LEGO Imagination Center. Altri due centri si trovano a Disneyland Paris ed a Disney World; consistono in grandi negozi con esposizioni di statue di LEGO ed aree di gioco con bidoni di mattoncini; è inoltre prevista la vendita, con svariate serie di LEGO, comprese quelle etichettate nei cataloghi ufficiali come "non disponibili nei negozi".
Nell'ottobre 2002 aprì il primo LEGO Brand Store (negozio monomarca) a Colonia, in Germania. Il secondo, LEGO Brand Store a Milton Keynes, nel Regno Unito, seguì a breve, e altri LEGO Store aprirono in tutto il mondo nel giro di pochi anni, adeguando nel frattempo quelli già esistenti alla nuova immagine, nel 2011 il LEGO Store sbarca anche a New York. Una delle caratteristiche di questi negozi LEGO fu la creazione del sistema Pick-A-Brick (Scegli un mattoncino, dall'inglese), che permette ai clienti di acquistare grandi quantità di un preciso modello di mattoncino: i clienti riempiono contenitori o sacchetti di varie dimensioni, scegliendo i pezzi da una vasta scelta di forme e dimensioni. L'apertura della maggior parte di questi negozi è stata commemorata con una serie limitata di pezzi speciali LEGO.

lunedì 26 settembre 2011

La Vera Storia Di Jack Lo Squartatore

 La Vera Storia Di Jack Lo Squartatore

 Attraverso vecchie testimonianze e relazioni, tentiamo di sfatare i miti legati alla storia di Jack lo squartatore.

INFOWEB

Jack lo squartatore (in inglese Jack The Ripper) (? - dopo il novembre del 1888) è lo pseudonimo dato ad un serial killer che ha agito a Londra, nel quartiere degradato di Whitechapel e nei distretti adiacenti, nell'autunno del 1888. Il nome è tratto da una lettera, pubblicata al tempo delle uccisioni, destinata alla Central News Agency e scritta da qualcuno che dichiarava di essere l'assassino.
Durante la sua attività criminale sono state attribuite a Jack lo squartatore cinque vittime, ma secondo studiosi il numero di vittime che lo squartatore avrebbe ucciso è tra le quattro alle sedici vittime.
Il primo delitto ha permesso di conoscere, oltre all'abilità del killer, anche il suo modus operandi e la tipologia delle sue vittime, soltanto prostitute che venivano sgozzate e sventrate.

Le cinque vittime accertate

Mary Ann Nichols, prostituta di 43 anni, fu la prima vittima accertata. Il suo corpo viene ritrovato il 31 agosto 1888, alle 3:45 del mattino, in Buck's Row, di fronte ad uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola tagliata fin quasi alla decapitazione (il taglio intaccava le vertebre del collo) e tagli sul ventre dai quali fuoriusciva l'intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime ferite da taglio, probabilmente inferte di punta. L'autopsia, studiando il taglio alla gola, rivelò che l'assassino era mancino, fatto che poi verrà smentito da tutti i criminologi che hanno studiato il caso. I giornali dell'epoca, che riportavano ogni giorno articoli relativi a donne accoltellate, bruciate vive, sfregiate e mutilate, diedero enorme rilievo ai casi attribuiti a Jack lo squartatore, definendoli "anomali" rispetto ai tanti altri delitti che costellarono l'"Autunno di terrore".

Annie Chapman, 46 anni, prostituta, è la seconda vittima ufficiale di Jack lo squartatore. Fu ritrovata uccisa l'8 settembre 1888 da un fattorino, nel cortile al numero 29 di Hanbury Street, a Whitechapel. Il suo corpo giaceva steso tra la porta e la palizzata, in uno spazio di circa ottanta centimetri. La gola era squarciata e la testa era quasi del tutto recisa dal busto. Il ventre era aperto; gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra della vittima, mentre la vagina, l'utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Ai piedi della vittima erano stati rinvenute alcune monete e un pezzo di una lettera insanguinata riportante la data del 20 agosto. Questo caso presenta anche un testimone, un inquilino della casa a fianco, oltre la palizzata, che afferma di aver sentito un grido di donna: "No!", ma che non aveva avuto il coraggio di sporgere la testa e guardare. Il giorno dopo, una bambina riferisce alla polizia di aver visto, in un cortile poco distante dal luogo del delitto, una striscia di sangue; gli investigatori affermano che probabilmente era la traccia lasciata dal killer, poiché era solito portare con sé un macabro trofeo asportato alla vittima e che con molta probabilità quel sangue era quello che colava dagli organi portati via dall'assassino. L'indizio della striscia di sangue non verrà studiato e approfondito, neanche successivamente. A seguito di questo omicidio si giunge al primo arresto effettuato dalla polizia. John Pizer, un ebreo proprietario di una bottega per la lavorazione del cuoio nel quartiere, viene accusato dell'omicidio grazie ad un grembiule di cuoio trovato nei pressi del luogo del delitto. Il giorno dopo però si scoprirà che "Leather Apron" (letteralmente "grembiule di cuoio"), come verrà chiamato l'accusato fino al momento del suo riconoscimento, non c'entra nulla col delitto: il grembiule apparteneva ad un inquilino del palazzo in cui è stato consumato l'omicidio, che era stato lavato e appeso ad asciugare. Pizer, tuttavia, viene trattenuto in cella ancora per un altro giorno a causa della folla inferocita che voleva linciarlo. Fino a quel momento quindi l'assassino era ancora sconosciuto e la polizia non aveva neanche il sospetto di chi potesse essere. Si supponeva solo che fosse un pazzo fanatico o un maniaco sessuale con alcune conoscenze di anatomia. L'unico indizio che sembrava accomunare gli uomini che alcuni testimoni hanno visto insieme alle vittime era una valigetta nera e un cappello "alla Sherlock Holmes". Da questo delitto fino al successivo passarono ventidue giorni.

Elizabeth Stride viene trovata in Berner Street, presso il cortile di un circolo di ebrei e tedeschi, da un cocchiere. La vittima presenta solo un profondo taglio alla gola, dalla quale, afferma il cocchiere, usciva ancora del sangue. Ciò porta alla conclusione che il sopraggiungere del cocchiere abbia potuto disturbare il lavoro dello Squartatore, che quindi non ha avuto modo di infierire sulla donna come era solito fare. Ciò è confermato dal ritrovamento della seconda vittima, Catherine Eddowes, in Mitre Square; la donna era stata sottoposta ad un vero e proprio martirio, cosa che spiegherebbe il "cambio di programma" dell'assassino che, non riuscendo ad infierire sulla Stride, ha cercato un'altra prostituta su cui accanirsi.

Catherine Eddowes giaceva a Mitre Square, in un lago di sangue, in posizione supina, come tutte le altre vittime. La faccia era sfregiata: naso e lobo dell'orecchio sinistro erano tagliati, così come la palpebra dell'occhio destro, solcata da profondi tagli. Il volto era sfigurato con un taglio a "V" sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra, tanto profondi da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato da un enorme e unico taglio che dall'inguine arrivava fino alla gola; lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra della donna, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. Per finire, la vittima era stata come di consueto sgozzata fino alla quasi completa decapitazione.

Mary Jane Kelly è l'ultima vittima canonica attribuita a Jack lo squartatore. L'omicidio di Mary Kelly è considerato il più orribile di tutti quelli attribuiti al serial killer. Il suo corpo viene scoperto l'8 novembre 1888, poco dopo le 10:45. Il corpo, o meglio ciò che ne rimaneva, giaceva sul letto della camera dove la donna viveva, al numero 13 di Miller's Court, vicino a Spitalfields. La gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l'addome aperti, molti organi interni erano stati rimossi, il fegato giaceva tra le gambe e l'intestino arrotolato presso le mani, era inoltre stata asportata la carne che ricopriva gli arti. Il cuore non venne trovato e si crede possa essere stato bruciato nel camino o persino cotto e mangiato. I vicini dissero di aver sentito una donna singhiozzare "Murder!" ("Assassinio!") intorno alle 4 del mattino e a quest'ora viene fatta risalire la morte.

Lettere di Jack lo squartatore
Durante il periodo in cui sono avvenuti i delitti, la polizia e i giornali hanno ricevuto molte migliaia di lettere riguardanti il caso. Alcune erano di persone ben intenzionate che fornivano informazioni per la cattura del killer; la maggioranza però sono state considerate inutili e di conseguenza ignorate.
Le più interessanti erano forse quelle centinaia scritte da persone che si dichiaravano gli assassini. La maggior parte di queste sono state considerate bufale. Molti esperti ritengono che nessuna di esse fosse autentica, ma tra quelle citate come forse genuine, sia dalle autorità del tempo che da quelle moderne, tre in particolare sono importanti:

The "Dear Boss" Letter, datata 25 settembre 1888 e ricevuta dalla Central News Agency il 27 settembre 1888, è la prima che riporta la firma "Jack lo Squartatore" (in inglese Jack the Ripper). La polizia non ritiene la lettera autentica e non dà altra rilevanza al caso.

The "Saucy Jack" postcard, ricevuta il 1º ottobre 1888, scritta in uno stile simile alla "Dear Boss" Letter. In questa cartolina, Jack lo squartatore menziona la futura uccisione di due vittime temporalmente vicine: "doppio evento questa volta". Il 30 ottobre 1888, nel giro di un'ora, vengono rinvenuti i corpi di due vittime, Elizabeth Stride e Catherine Eddowes.

The "From hell" letter, ricevuta il 16 ottobre 1888 da George Lusk, capo della Commissione di Vigilanza di Whitechapel. La lettera era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di un rene umano, conservato in alcol etilico. Uno dei reni della Eddowes era stato rimosso dal cadavere; il medico che ha esaminato il rene inviato con la lettera ha determinato una somiglianza con quello sottratto a Catherine Eddowes. La lettera ed il rene furono successivamente perduti, insieme ad altro materiale sul caso.

Teorie sull'identità dell'assassino
Sono state fatte innumerevoli congetture su chi possa essere stato il serial killer che terrorizzò la Londra vittoriana, alcune improbabili come quella che vede coinvolto il poeta e drammaturgo Oscar Wilde o lo scrittore Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Dodgson), l'autore di Alice nel paese delle meraviglie.

domenica 25 settembre 2011

One Man Army - S01-

One Man Army - S01-


Presentato dal veterano delle forze militari statunitensi e Berretto Verde, Mykel Hawke, in "One Man Army" un gruppo di uomini proveniente da corpi come i Marines, gli SWAT e l'FBI si sfida per aggiudicarsi il premio di diecimila dollari e il titolo di One Man Army, la perfetta ‘arma umana’.
Dalle prove subacquee più competitive e brutali della scuola di sub dell'Esercito USA alle complesse esercitazioni degli Army Rangers, la serie mostra le sfide infernali che i partecipanti devono superare. In ogni episodio, quattro militari superallenati sono impegnati in tre estenuanti gare mirate a testare la loro velocità, forza e intelligenza. Le regole sono semplici: riuscire e passare alla prova successiva. Chi fallisce torna a casa. Uno per uno, saranno eliminati tutti fino a quando emergerà il vincitore.

http://www.discoverychannel.it/programmi/onemanarmy

Tibet , Storia Di Una Tragedia

Tibet , Storia Di Una Tragedia


Un documentario che racconta la storia della tragedia del Tibet occupato dai cinesi e quella della leggenda che dall'occupazione e' nata: Il Dalai Lama.

INFOWEB

Un documentario di History dal titolo: Tibet storia di una tragedia. Situato a nord dell’Himalaya, tra l’India e la Cina, il Tibet ha 6,5 milioni di abitanti contro più di 7 milioni di coloni cinesi. Per secoli il Tibet è stato un paese unito, libero e indipendente, come attestato da ben tre risoluzioni approvate dalle Nazioni Unite nel 1959, 1961 e 1965, sfortunatamente rimaste lettera morta. E’ un paese incomparabile, ricco di una tradizione di saggezza millenaria meravigliosamente incarnata dal XIX Dalai Lama, la cui lotta non-violenta, che è anche quella di tutto un popolo, è stata premiata nel 1989 con il Premio Nobel per la pace.
1949 nasce la Repubblica cinese e Mao incoraggia i tibetani a scordarsi delle tradizioni feudali, la minaccia incombe sul governo del Dalai Lama che con due anni di anticipo viene riconosciuto come unica autorità del paese. L’esercito cinese invade il Tibet e rapidamente se lo annette. Le montagne che per secoli hanno visto la cultura dei monaci ora devono sottostare all’invasore, il Dalai Lama, è costretto all’esilio. Nulla sarà più come prima e il Tibet dovrà forzatamente accettare il ritorno alla “madre patria”.
Il piano cinese ha inizio, si costruiscono nuove strade per far breccia nell’inviolabilità alta 6000m, arriva l’elettricità, vengono bruciati i libri dei monaci e con essi il passato, il Dalai Lama viene ospitato in India, patria natale del Budda, l’oppressione cinese si fa sempre più pesante. Il metodo cinese comincia a scuola e prosegue nei campi. Arresti, distruzione dei templi, violenze, stupri e purghe. I tibetani devono subire la distruzione della loro cultura. Iniziano i primi tentativi di ribellione. il Dalai Lama (oceano di saggezza) anche se lontano, rappresenta l’illusone della libertà. Il metodo cinese prospera ma ciò che la propaganda non fa vedere sono i morti, il terrore, le torture, monaci crocefissi, seppelliti vivi, bruciati, figli costretti a uccidere i propri genitori, orrore e carestia. Il popolo fugge e raggiunge il suo simbolo vivente, il Dalai Lama che continua la lotta pacifica per la riconquista del suo paese.
1979 per la prima volta la Cina consente ai fuggiaschi di riabbracciare i parenti che si possono rivedere e toccare dopo anni, tutto è distrutto eccetto gli affetti e la rieducazione cinese non è riuscita a sminuire il prestigio del Dalai Lama. Ha inizio la colonizzazione, i cinesi invadono Lhassa e i tibetani diventano una minoranza. Gli ultimi anni sono stati segnati da continue offese al popolo tibetano e alla sua cultura. Si stima che circa 2 milioni di tibetani siano morti tra il 1950 e il 1980, in conseguenza dell’occupazione cinese. Nel corso della famigerata “rivoluzione culturale” (1966-1976), seimila templi, cioè la quasi totalità dei luoghi di culto e una miriade di tesori artistici sono stati distrutti.
Ancora oggi migliai di tibetani attendono di essere salvati, la repressione non cessa, il Dalai Lamma percorre il mondo per testimoniare la violenza cinese, ultimo barlume vivente, di quel principio chiamato, libertà. Migliaia di tibetani sono in carcere, spesso torturati barbaramente, per semplici reati di opinione. Lingua, religione (della quale il regime vorrebbe cancellare l’influenza), storia e cultura sono negate o assurdamente falsate nei contenuti. Le donne di etnia tibetana subiscono continuamente un esecrabile controllo delle nascite patendo sterilizzazioni forzate e aborti, operate senza alcuna pietà anche in fase avanzata di gravidanza.
Quello che e’ stato fatto subire al Tibet e al suo popolo è uno spaventoso sopruso che ripugna alle coscienze di tutte le persone libere e amanti della libertà, della pace e dei diritti umani. Un vicino immensamente più forte sul piano del numero e della potenza militare ha consumato un vero e proprio genocidio ai danni di una nazione, che aveva come unica arma la non-violenza. La persecuzione religiosa, le gravi violazioni dei diritti umani, la distruzione sistematica degli edifici religiosi e storici da parte delle autorità occupanti non sono riuscite a soffocare la volontà del popolo tibetano di resistere alla distruzione della propria identità nazionale.

http://www.ilsegnocheresta.it/?p=6354

sabato 24 settembre 2011

Le Donne di Hitler

Le Donne di Hitler


Attraverso numeroso materiale, indaghiamo sulle complesse relazioni fra le donne e il Terzo Reich. Complici o vittime?

INFOWEB

Adolf Hitler è conosciuto da tutti come il Führer del Terzo Reich, il dittatore che ha scatenato la Seconda guerra mondiale, il maggiore responsabile dell' Olocausto. Pochi però conoscono l' uomo Adolf Hitler, le sue passioni, la sua vita dietro le quinte da semplice essere umano e non da tiranno sanguinario.
Il Führer nazista amava la compagnia femminile; era deliziato dalle donne, in particolar modo da quelle giovani di aspetto sano e grazioso, e nella sua vita fu anche un uomo pazzamente innamorato, anche se solo per un breve periodo. Ma andiamo in ordine cronologico.
La prima infatuazione di Hitler fu quella per una ragazzina di nome Stefania, alla quale dedicò dei versi senza mai consegnarglieli. Poi ebbe altre ragazze nei suoi anni di vagabondaggio viennese e in quelli da apolide tra Austria e Germania dopo la Grande Guerra, tra cui tali Jenny Haug e Erna Hanfstaengl.
Una menzione merita il complesso rapporto di Hitler con Winifred Wagner, nipote del grande compositore Richard Wagner, che rimase amica del Führer e devota hitleriana per tutta la sua lunga vita.

L' AMORE DELLA VITA DI HITLER: GELI RAUBAL
Nel 1928 Hitler trovò il primo e unico grande amore della sua vita.
In quell' anno il futuro Führer nazista prese in affitto una villetta a Obersalzberg, sul confine austro-tedesco. Quella villetta, la villa Wachenfeld, sarebbe diventata uno dei luoghi simbolo del potere del Terzo Reich: una volta ristrutturata prese il nome di Berghof. Hitler convinse la sua sorellastra, Angela Raubal, ad accettare il ruolo di governante della villetta. Angela portò con sé le sue due figlie, Angelika e Friedl.
Angelika Raubal, detta Geli, era una ragazza ventenne carina e avvenente. Hitler s' innamorò subito di lei e fu per il futuro Führer un amore autentico. I due per qualche tempo furono inseparabili; Geli è stata la vera donna di Hitler, l' unica che abbia mai portato con sé sia nelle gite che nelle riunioni di partito.
Quando Hitler si trasferì a Monaco per motivi politici volle Geli con sé ad ogni costo. In quei mesi i pettegolezzi su zio e nipote si fecero sempre più forti. Hitler, però, era realmente innamorato di Geli e, probabilmente, fu l' unica donna che il Führer pensò davvero di prendere in moglie (almeno fino agli ultimissimi istanti della sua vita). Hitler era però anche un amante molto possessivo.
Per quanto riguarda Geli, dei suoi sentimenti non c' è dato sapere tutto. Di sicuro era lusingata dalle attenzioni che un uomo sempre più potente e indubbiamente affascinante come suo zio Adolf le rivolgeva. Contemporaneamente, però, si sentiva oppressa da Hitler e, non di meno, si dice, era disgustata dalle inclinazioni sessuali masochistiche del suo amante (inclinazioni non inusuali per un uomo dalla personalità forte e tirannica come Hitler). Questi sentimenti finirono per corrodere in lei l' amore per lo zio. Geli si sentiva schiavizzata: lei, così giovane, rinchiusa in casa e privata delle sue ambizioni perché il suo sempre più importante amante, che pure rivolgeva attenzioni anche ad altre donne, non voleva dividerla con nessuno e sospettava, non a torto, che la nipote avesse un amante (Geli ebbe una relazione con Emil Maurice, autista e domestico di Hitler).
Il 18 settembre del 1931 Geli si suicidò con un colpo di pistola in pieno torace. Per Hitler quello fu un colpo che definire durissimo sarebbe dir poco. Il futuro Führer era sconvolto; per diverse settimane fu insensibile a tutto ciò che lo circondava, anche alle importanti occasioni politiche che gli si presentavano. Forse si sentiva responsabile per quello che era avvenuto; sicuramente pensò di suicidarsi.
Per diverso tempo circolarono delle dicerie su un possibile coinvolgimento di Hitler nella morte di Geli, ma questo è uno dei pochi crimini che vengono attribuiti al Führer a torto.
Una volta al potere il Führer ricordò sempre con commozione la morte di Geli; commissionò dei dipinti della nipote ad Adolf Ziegler, il suo pittore prediletto, e li lasciò nella loro casa di Monaco; fino alla morte si recò personalmente a porre dei fiori sotto a essi nel giorno della nascita e in quello della morte di Geli, ogni anno. Anche la stanza di Geli al Berghof non fu mai intaccata, neanche nei massicci lavori di restauro della tenuta. Su tutta la sua figura nel Terzo Reich aleggiò sempre un alone di sacralità e mistero voluto da Hitler in nome del suo amore spezzato.

LA COMPAGNA DI VITA E DI MORTE DEL FUHRER: EVA BRAUN
Dopo la morte di Geli Hitler non amò mai più una donna. Ne frequentò molte altre, tutte fatte come piacevano a lui: giovani, slanciate e attraenti, ma nessuna sostituì mai il suo amore perduto. Negli anni '30 ebbe relazioni con molte giovani donne, ivi comprese diverse sue segretarie e alcune consorti dei gerarchi del Reich; voci dell' epoca dicono anche che il Führer diede un figlio ad una di esse; visse anche delle normali gelosie per queste sue amanti. Tra queste numerose ragazze, però, ve ne fu solo una che negli anni assunse un ruolo importante nella vita privata del Führer: si chiamava Eva Braun.
Eva era una ragazza molto più giovane di Hitler, proveniente da una famiglia piccolo borghese. Era un' assistente del laboratorio fotografico di un amico intimo del Führer, Heinrich Hoffmann. Si innamorò subito e completamente di Hitler. Suo padre, nazista non fanatico, non era contento della relazione che la sua giovane figlia iniziò con il ben più anziano Hitler, ma, ovviamente, il suo parere aveva un peso trascurabile.
La Braun fu durante tutti i dodici anni di regime nazista l' amante di Hitler; Eva, però, era un' amante segreta, tenuta nascosta dal mondo, segregata da tutto e da tutti; nel 1945, dopo dodici anni da amante del Führer, solo pochi eletti sapevano della sua esistenza.
Hitler, diventato un' icona per tutte le donne del Reich, teneva a dare un' immagine di sé quale uomo libero che pensa solo all' enorme peso di portare sulle spalle il destino del suo popolo. Eva moriva di gelosia e per ben due volte tentò il suicidio. Hitler, allora, ordinò di portarla, sempre segretamente, al Berghof e di tenerla strettamente sotto controllo. Anche lì il suo peso sulle decisioni, anche su quelle quotidiane, era nullo, nonostante fosse l' amante di Hitler. Era Borrman il vero boss di Obersalzberg e Eva doveva sottostare in silenzio.
Ma, in fondo, non le importava: tutte le sue giornate, fatte di letture scadenti, film noiosi, sport, cura del corpo, ballo (disprezzato da Hitler) e aria aperta, non erano altro che una continua attesa del ritorno dell' uomo che aveva un ascendente totale su di lei e su gran parte dei tedeschi.
Era così poco considerata che non potè nemmeno evitare l' esecuzione del marito di sua sorella. Hitler la vedeva di fatto solo come una giovane attraente, e per nulla intelligente, su cui sfogare i suoi istinti sessuali; va però precisato che negli anni finì per affezionarvisi.
Eva, in effetti, era una donna ordinaria e, in molti sensi, banale; l' architetto del Reich Speer ne parlò così allo storico Trevor-Roper "Eva Braun sarà sempre una delusione per tutti gli storici", al che lo storico rispose "Come pure per coloro che leggono la storia".
Personalmente non sono d' accordo con questa valutazione: Eva era sì una persona estremamente semplice che non nascondeva alcun segreto, se non quello della sua stessa esistenza. Lei, la donna che rimase al fianco di Hitler fino alla fine e che coronò il suo sogno di sposarlo poche ore prima del loro suicidio nel bunker della Cancelleria di Berlino, la donna che sull' atto di matrimonio firmò Eva, scrisse la B di Braun, la cancellò e scrisse orgogliosamente Hitler, Eva Hitler; lei, l' amante segreta, triste e solitaria del Führer, era una donna dalla personalità anonima.
Ma Eva Braun rappresenta un esempio unico dell' attrazione magnetica che Hitler esercitava sugli uomini e sulle donne del Terzo Reich, e questo la rende molto interessante per chi studia la storia della Germania nazista.
Inoltre la sua figura, a tratti drammatica, è una delle poche del periodo hitleriano a suscitare sentimenti non negativi, sentimenti fatti di compassione per le sofferenze di una donna che, sola e disperata, corona il suo sogno d' amore in punto di morte, unendosi in un tetro matrimonio al suo amato.

LE ALTRE DONNE IMPORTANTI NELLA VITA DI HITLER
Geli e Eva, le due donne più importanti della vita di Hitler, ma non le uniche.
La prima donna davvero importante per Hitler fu sua madre Klara, che il giovane Adolf amò moltissimo e per la cui morte soffrì terribilmente.
Di Winifred Wagner abbiamo già detto; ora per concludere degnamente questo approfondimento dobbiamo ricordare un' altra donna, una donna di potere.
Tutti o quasi i gerarchi nazisti erano sposati e avevano figli; la 'first lady' del Terzo Reich era, nominalmente, la moglie di Goering, Emmy. Ma né lei, né nessuna altra moglie dei gerarchi aveva il benché minimo peso politico nel Reich nazista, visto che l' ideologia del regime attribuiva alle donne il solo compito di dare figli allo Stato nazionalsocialista. Solo Magda Goebbels, la moglie del ministro della propaganda Josef Goebbels, sfuggiva a questa regola.
Magda era una donna intelligente, fanatica hitleriana quasi quanto il marito, forte e spietata. Era l' unica donna che avesse accesso ai luoghi di potere e l' unica ad avere un qualche ascendente sul Führer.
Hitler si adoperò più di una volta affinché lei e il suo fedifrago marito, che sfruttava la sua posizione per rifarsi di anni di insuccessi con le donne frutto del suo fisico minuto e zoppo, rimanessero insieme. Da segnalare che i pettegolezzi dell' epoca collocavano tra le amanti di Josef Goebbels anche una donna molto importante per il Terzo Reich: Leni Riefenstahl, la regista di molti film tra i quali 'Olympia', dedicato alle Olimpiadi di Berlino del 1936.
Il Führer si interessava eccezionalmente di questi rapporti privati perché riteneva preziosi entrambi i devotissimi coniugi Goebbels.
Magda è passata alla storia perché, il giorno dopo il suicidio di Hitler, prima di uccidersi avvelenò i suoi sei figli, i cui nomi iniziavano tutti con H (omaggio evidente a Hitler), con l' aiuto del marito. Lei e Goebbels, scrissero, non volevano vivere né far vivere i loro figli in una Germania senza il Führer. Così, solo ventiquattr' ore dopo la morte di Hitler si spense anche l' unica donna che si sia mai potuta permettere di parlare con lui di politica.

Per tracciare un bilancio conclusivo sul rapporto di Hitler con le donne si può dire che il Führer nazista era, in apparenza, per molti versi un uomo normale, che amava la compagnia delle donne giovani e attraenti.
Analizzando però in profondità alcuni aspetti del suo rapporto con l' altro sesso emerge un quadro diverso. La sua visione della donna segregata, da tiranno assoluto qual era, contrasta in maniera stridente con le sue inclinazioni, riportate da testimonianze raccolte da molti storici, al desiderio di essere dominato sessualmente dalla partner e mostra il carattere oscuro e, per molti versi, incomprensibile di Hitler.
Insomma anche l' analisi del rapporto del Führer con le donne contribuisce a dipingere un profilo per molti versi inquietante dell' uomo che più di tutti andò vicino a dominare l' Europa intera.

FONTI:
-William L. Shirer, "Storia del Terzo Reich", Fabbri Editori, Milano, 1978;
-Enzo Collotti, "Hitler e il nazismo", Giunti, Firenze-Milano, 1994-1996;
-David Irving, "I diari segreti del medico di Hitler", Edizioni Clandestine, Marina di Massa, 2007;
-Una serie di documentari che consiglio a tutti, chiamati "Donne di Hitler", che periodicamente va in onda in diverse puntate monografiche su History channel;
-Resoconti del tour guidato cui ho partecipato a Obersalzberg.

http://storiaepolitica.forumfree.it/?t=32123229

venerdì 23 settembre 2011

Gli Apostoli Del Nazismo

Gli Apostoli Del Nazismo

Il nazismo (contrazione di nazional-socialismo) è un'ideologia e il suo conseguente movimento politico di origine tedesca, collegato all'avvento al potere in Germania nel 1933 da parte del suo principale ideatore Adolf Hitler, e conclusosi con la fine della seconda guerra mondiale e la vittoria militare delle forze alleate contro la Germania nel 1945.
Questa serie ci mostra i principali soggetti che appoggiarono Hitler nella creazione e distruzione del terzo Reich.

Episodi :
Freisler
Ribbentrop
Borman
Doenitz
Eichmann
Goebbels
Goring
Hess
Himmler
Mengele
Schirach
Speer

giovedì 22 settembre 2011

Hotel Ground Zero

Hotel Ground Zero


C'è una storia poco nota, accaduta durante la tragedia dell'11 settembre. Quella di 940 persone intrappolate nel Marriott WTC Hotel, in mezzo alle due torri. Quattordici sono sopravvissute.
Gli attacchi dell'11 settembre 2001 furono una serie di attacchi suicidi terroristici coordinati contro gli Stati Uniti d'America avvenuti l'11 settembre 2001. Il gruppo terroristico al Qaida viene considerato il mandante dei dirottatori che fece precipitare gli aerei sul World Trade Center di New York, sul Pentagono e su Shanksville, in Pennsylvania.

INFOWEB

Il Marriott World Trade Center o World Trade Center 3 (WTC 3) era un hotel di 22 piani con 825 camere. Ha aperto nel 1981 come Vista International ed è stato acquistato dalla Marriott nel 1995. L’hotel, il primo ad aprire a Lower Manhattan, era collegato alla Torre Nord e alla Torre Sud e proprio a causa della sua vicinanza fu completamente distrutto negli Attentati dell'11 settembre 2001 quando le due torri crollarono.
Il WTC 3, nei suoi ultimi momenti, dopo essere stato completamente evacuato, venne usato dai pompieri e dalla polizia come entrata secondaria alle Torri Gemelle. A causa della sua posizione, metà dell'hotel crollò al momento del crollo della Torre Sud (9:59 circa), mentre l'altra metà fu schiacciata dal crollo della Torre Nord (10:28).

http://it.wikipedia.org/wiki/World_Trade_Center

Inside : Air Force One

Inside : Air Force One


E' una Casa Bianca sospesa nel cielo, un'icona dell'America. E' l'aereo del Presidente degli Stati Uniti: un Boeing 747 dotato di avanzati sistemi di comunicazione e sicurezza.

INFOWEB

Air Force One è il nominativo radio di qualunque aereo dell'U.S. Air Force con a bordo il Presidente degli Stati Uniti d'America. Dal 1990 la flotta presidenziale è composta da due Boeing 747-200 pesantemente modificati designati VC-25A dall'USAF. In caso di emergenza, ad esempio attacchi terroristici o azioni di guerra che minaccino la sicurezza del presidente, questo aereo viene utilizzato come ufficio mobile: in questo modo si riducono i rischi di un attacco al presidente.
Il VC-25A è capace di coprire 12.600 km (7.800 miglia) e cioè un terzo della distanza totale necessaria per compiere il giro del mondo senza mai fare rifornimento, con una capacità di trasporto di 70 passeggeri. Prima che il Boeing 747 entrasse in servizio, la flotta presidenziale era composta da due Boeing 707-320B, numeri di coda 26000 e 27000, in servizio dal 1962. La designazione assegnata dall'USAF ai due aerei era VC-137.
L'Air Force One attuale può essere rifornito in volo in modo da prolungarne l'autonomia in casi di estrema necessità.

Capacità e caratteristiche
Il VC-25, il nome assegnato dall'USAF all'Air Force One, è un tipo di aereo simile al Boeing 747, tranne che per grandezza, funzioni e precauzioni di sicurezza. Mentre l'Air Force One possiede 3 piani, come un normale Boeing 747, il suo interno è stato riconfigurato per i bisogni del presidente; i 370 m² interni dell'aereo includono varie modifiche.
La parte più bassa dell'aeroplano è l'area cargo, dove sono stivati i bagagli e i generi alimentari. Grazie ai suoi magazzini e frigoriferi, l'Air Force One può fornire fino a 2000 pasti, se caricato completamente. Il cibo è preparato in 2 cucine equipaggiate per servire 100 persone alla volta.
L'area principale per i passeggeri è al secondo piano, mentre la sala comunicazione e quella di controllo al terzo; ci sono tre entrate. Tom Harris annotò:
« I passeggeri possono entrare nell'aereo attraverso tre porte. Una posta in fronte, una vicina alle turbine ed un'altra in fronte all'aereo accessibile dal secondo piano. Normalmente quando vediamo in televisione il presidente salire e scendere dall'Air Force One, usa il portello del secondo piano e le scale sono tenute all'interno del velivolo. I giornalisti di solito entrano tramite l'entrata vicino ai reattori, dove successivamente prendono le scale per il secondo piano. La maggior parte dell'area dedicata ai giornalisti assomiglia a quella di una prima classe di una linea aerea qualsiasi, con delle sedie davvero confortevoli. »
A bordo dell'Air Force One sono presenti anche strutture mediche, incluse un tavolo operatorio, rifornimenti medici d'emergenza ed una fornitissima farmacia. Recentemente, l'ex presidente George W. Bush ha fatto installare una pedana mobile nell'Air Force One. In ogni volo è presente un medico.
Ci sono stanze separate per il pernottamento degli ospiti, dello staff, dei servizi segreti, del personale addetto alla sicurezza e dei giornalisti. La suite privata del presidente include un guardaroba, un bagno ed un ufficio. Questi uffici, incluso quello del presidente, sono per la maggior parte concentrati nella parte destra dell'aereo, con un lungo corridoio che li collega. Ogni volta che l'Air Force One partecipa ad un evento, atterra con il lato sinistro di fronte alla folla come misura di sicurezza aggiuntiva per proteggere il lato dove risiede il presidente.

Air Force Two
Air Force Two è la definizione di un qualsiasi velivolo delle forze aeree statunitensi con a bordo il Vicepresidente degli Stati Uniti d'America. L'aereo principalmente designato come Air Force Two è un Boeing 757-200 a cui è stato assegnato il nome di C-32 all'interno dell'USAF. Ad ogni modo per questioni di sicurezza il Presidente e il Vicepresidente non viaggiano mai sullo stesso aereo.

martedì 20 settembre 2011

Tabu' : Stregoneria

Tabu' : Stregoneria


Nel mondo moderno, la stregoneria e le streghe sono definite come fantasie, ma in molte culture, la magia è viva e la sua pratica e' ammirata e temuta. Incontriamo un antropologo che divenne un credente in Messico e un cercatore di streghe in Zimbabwe.

INFOWEB

Il termine stregoneria, sta ad indicare un insieme di pratiche magiche e rituali, spesso a carattere simbolico; questo termine nel corso dei secoli ha assunto diverse valenze negative o positive a seconda del punto di vista degli autori che hanno trattato l'argomento.
Ad esempio presso le religioni monoteiste le pratiche stregonesche sono state etichettate in maniera spregiativa, considerate distinte dalla religione vera e propria in quanto, sempre dal punto di vista dei monoteismi, collegata a forze occulte che l'officiante (strega) cerca di dominare e di utilizzare per i propri fini.
Invece ad esempio dal punto di vista del neopaganesimo il termine stregoneria è stato rivalutato ed usato per indicare quelle pratiche antichissime (soprattutto rurali), che sopravvissero all'avvento dei monoteismi ed all'estirpazione violenta degli antichi culti pagani e che in seguito vennero perseguitate con forme di violenta intolleranza come la caccia alle streghe.
Inoltre nel vocabolario comune il termine viene spesso usato in senso figurato (soprattutto nei modi di dire) per indicare un'azione o realizzazione che appare prodigiosa, ma di cui si è portati a diffidare, ad esempio "le stregonerie della chimica".
Il termine deriva dal latino strix con cui si indicava un rapace notturno (lo strige o barbagianni) dal verso acuto (da cui il nome), che le leggende popolari accusavano (erroneamente) di succhiare il sangue delle capre. A questo uccello venne associata successivamente la strega una donna che prevedeva il futuro e praticava la magia e che, secondo gli autori cristiani, aveva affari con il diavolo, perciò venne considerata malvagia e le sue pratiche definite come stregoneria.

Tipologie
La stregoneria può essere considerata una particolare branca della magia. Essa però assume forme e significati diversi a seconda del contesto (storie, miti, favole o leggende) in cui essa è presente.
In senso stretto e soprattutto un tempo, si confondeva la stregoneria con la magia nera, ma il termine viene ormai largamente usato per indicare tutti quegli interventi nella vita di un gruppo umano tendenti a dare il benessere (oppure il male) e a rendere propizie (oppure ostili) le forze naturali, sia per un singolo sia per tutto il gruppo umano.
Il primitivo e negativo significato di stregoneria è stato definito intorno all'Alto Medioevo dalla Chiesa, che considerava coloro che la praticavano (o anche presunti praticanti) esseri malvagi in contatto con Satana. Questo significato, largamente diffuso anche nei secoli successivi, è stato contestato dai movimenti neopagani nel XX e XXI secolo.
La stregoneria legata ai moderni culti neopagani viene infatti interpretata come celebrazione della natura attraverso una nuova esaltazione del culto della Dea Madre (Terra e/o Luna e le varie personificazioni del divino femminile) e del Dio Padre e Figlio (il dio Sole e/o le varie personificazioni del divino maschile), soprattutto attraverso alcuni rituali che implicano l'utilizzo della propria magia per scopi personali, altruistici o quotidiani. In senso stretto essi sono soprattutto una riscoperta e reinterpretazione di antichi culti della fertilità e di tipo sciamanico, accompagnati da pratiche magiche o teurgiche che derivazione spesso dall'esoterismo e dall'occultismo ottocenteschi. In questo caso i praticanti seguono la Stregoneria Tradizionale (un termine vago per indicare una varia serie di molte pratiche) o la Wicca (detta in certi casi anche Stregoneria Moderna).

Aspetti antropologici
Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria. Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell'interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell'ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria. Poiché gli spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la stregoneria deve avvalersi di pratiche magiche e rituali, spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie, viaggi, nascite).
Al contrario della precedente, la stregoneria intesa come magia nera viene praticata al di fuori del gruppo umano e i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai profani confuse con quelle descritte in precedenza, si avvalgono esclusivamente della magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, ecc.).
A volte i capi di un gruppo umano ricorrono alla stregoneria per motivi esclusivamente politici e in tal caso lo stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).

Pratica e diffusione
La stregoneria, intesa come pratica magica, è praticata in tutto il mondo; nel significato etnologico è forma diffusa soprattutto in Africa, sebbene non sia rara in America, in Oceania e in casi circoscritti in Asia.
Nel mondo occidentale, dal 1951 si possono identificare elementi di stregoneria, intesa come culto, nella Wicca ed altri culti neopagani, molto diffusi nei paesi europei ed anglosassoni e meno in Italia. Va sottolineato che nessuno dei due gruppi è in relazione con il satanismo, con le messe nere o con i sacrifici cruenti.

Iconografia
Sul finire del Medioevo il mondo dell'arte cominciò ad interessarsi alla stregoneria in modo crescente, probabilmente in concomitanza con la diffusione di fobie antistregoniche generate dalla battaglia contro le eresie condotta dall'Inquisizione. Stando agli studi approfonditi di Giordano Berti si possono individuare varie correnti iconografiche, distinguibili secondo l'epoca e l'area geografica. Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento si evidenzia una tipologia mediterranea, ispirata ad opere letterarie classiche, e una tipologia germanica derivante dalla commistione della tradizione biblica e di miti germanici. Tra gli autori di quel tempo spiccano i cicli stregoneschi incisi dai tedeschi Albrecht Durer e Hans Baldung Grien; per il Seicento vanno ricordati, per la consistente serie di opere sul tema, almeno l'italiano Salvator Rosa, i fiamminghi David Teniers e Frans Francken. Un forte impulso alla definizione dell'immagine della strega venne dai manuali ad uso degli inquisitori, grazie ai quali si diffusero le più svariate fantasie sul volo magico, sul Sabba e sui riti negromantici. A partire dal Settecento l'iconografia delle streghe diventò progressivamente meno cruenta, e quelle che prima erano dipinte come seguaci di Satana cominciarono ad essere dipinte come guaritrici di campagna, prosecutrici di antichi riti agresti, più tardi, anche come donne affette da problemi psichici. Un caso a se stante è quello di Francisco Goya, che nelle sue numerose raffigurazioni stregonesche, sia incisioni sia dipinti, volle censurare allo stesso tempo l’ignoranza del popolo e l’ipocrisia dei potenti. Nel primo Novecento la stregoneria diventò allegoria delle forze oscure che si stavano addensando sull'Europa; si vedano ad esempio le opere di Paul Klee e Alfred Kubin. Poi, sul finire del secolo prese vigore un'immagine più positiva, legata alla Pop Art e al Neo-simbolismo, che vedeva la strega come rinnovatrice di antichi culti femminili.

Megafabbriche: Heineken

Megafabbriche: Heineken


Andiamo a Zoeterwoude, piccolo comune dei Paesi Bassi, per incontrare gli esperti che lavorano nella fabbrica di birra più grande al mondo, dove viene prodotta la famosa Heineken.

INFOWEB

Heineken è un'azienda olandese produttrice di birra fondata nel 1863 quando Gerard Adriaan Heineken acquisì una piccola birreria ad Amsterdam.
Secondo il sito corporate al gruppo Heineken appartengono più di 130 stabilimenti in più di 65 paesi in cui lavorano oltre 57.000 persone che producono circa 132 milioni di ettolitri divisi in 170 marchi di birre speciali, locali, regionali e premium internazionali, tra cui Cruzcampo, Tiger, Żywiec, Starobrno, Ochota, Murphy's, Star, Amstel e anche Heineken.
Il singolo "The Golden Age", degli The Asteroids Galaxy Tour è stato scelto come colonna sonora della pubblicità nel 2011.
È il quarto produttore di birra mondiale dopo InBev, Anheuser-Busch, e SABMiller. In Italia Heineken produce o distribuisce i seguenti marchi:

Adelscott, francese.
Affligem, belga.
Amstel, olandese.
Baffo d'Oro, italiana
Brand Bier, olandese
Budweiser
Buckler
Cervisia
Cruzcampo, spagnola.
Doreleï, francese.
Birra Dreher, italiana.
Fischer, francese.
Henninger, tedesca.
Ichnusa, italiana.
Heineken, olandese.
McFarland, irlandese.
Birra Messina, italiana.
Birra Moretti, italiana.
Murphy's, irlandese.
Prinz, italiana.
Postel, belga.
Sans Souci, francese.
Von Wunster, italiana.
Wieckse Witte, olandese.

In Italia opera anche nel settore dell'Horeca tramite la controllata Partesa s.r.l.

Storia
Nel gennaio 2008 insieme a Carlsberg ha acquistato il controllo del gruppo britannico Scottish & Newcastle ottenendo il controllo delle attività di S&N in Gran Bretagna.
Nel 2008 Heineken ha acquistato la svizzera Eichhof, conquistando il secondo posto nel settore della birra in Svizzera. Tale caso è stato oggetto di esame approfondito da parte di Comco (Commissione concorrenza), la quale ha dato il via libera all'acquisizione in quanto non vi erano le condizioni per vietare la concentrazione.

Azionariato

Heineken Holding N.V. - 50.005%

Nota: Heineken Holding è controllata al 58.78% da L'Arche Green N.V. di proprietà all' 88.42% della Famiglia Heineken.

Il caso Pedavena
Il 22 settembre 2004 la Heineken annunciava la chiusura dello stabilimento di Pedavena, storico birrificio del bellunese, che era un importante motore occupazionale per gli abitanti della zona. In seguito a un colloquio tra il sindaco di Pedavena e il gruppo dirigenziale della multinazionale, il 22 gennaio 2005 veniva costituito il "Comitato Birreria Pedavena", con lo scopo di mantenere la produzione, e che si mosse raccogliendo petizioni e coinvolgendo l'opinione pubblica. Alla fine del 2004 un accordo tra le organizzazioni sindacali e Heineken Italia posticipò la chiusura al settembre del 2005: la multinazionale si dimostrò disponibile ad una vendita non pregiudiziale della fabbrica.
Grazie anche all'aiuto di personaggi quali Beppe Grillo, il volantinaggio durante la Fiera di Rimini Pianeta Birra, la realizzazione di libri sulla vicenda, una manifestazione d’arte in difesa dello stabilimento, la partecipazione alla Regata storica di Venezia ed altro, si giunse nel gennaio del 2006 alla vendita da parte di Heineken Italia dello stabilimento, che ora produce la Birra Pedavena, alla Birra Castello di San Giorgio di Nogaro (UD).


lunedì 19 settembre 2011

Gli Eroi dell'Aria Alaska - S01 - EPISODIO 1

Gli Eroi dell'Aria : I Twetos


Ep.1 'I Twetos' - In Alaska, a bordo dei loro aerei, i Tweto sfidano le condizioni atmosferiche piu' estreme per trasportare provviste e persone nei luoghi piu' inaccessibili.

STREAMING


GUARDA GLI ALTRI EPISODI CLICCA QUI

Gli Eroi dell'Aria Alaska - S01 -

Gli Eroi dell'Aria Alaska - S01 -


Una famiglia fuori dagli schemi controlla i cieli più pericolosi dell’Alaska. I Tweto gestiscono la linea aerea Era Alaska e devono combattere contro temperature e territori inclementi per trasportare beni di prima necessità in una delle regioni più remote ed estreme dell’America.
Senza un sistema di autostrade per centinaia di chilometri, Era Alaska è l’ancora di salvezza per gli abitanti rurali e isolati della linea costiera del Mare di Bering, ma dove finiscono le strade inizia la vita per gli eccentrici membri della famiglia TWETO. Jim gestisce la società con passione e chiede sostegno alla minuta, ma accanita, moglie Ferno. Lei guida gli aerei, ed è madre di due figlie, Ayla e Ariel, anche loro con un ruolo fondamentale nelle operazioni. Affrontando temperature sotto zero e venti simili a uragani, i Tweto sono motivati dal fatto chele vite di migliaia di persone dipendono ogni giorno dalla loro società e dai loro dipendenti.

Episodi :

1 - I Twetos CLICCA QUI
2 - Questione di vita o di morte CLICCA QUI
3 - Estati Eschimesi CLICCA QUI

domenica 18 settembre 2011

Tabu' : Spiriti Del Male

Tabu' : Spiriti Del Male


Guarda un esorcista nelle Filippine confrontarsi con un ragazzo apparentemente posseduto. Vedere uno sciamano brasiliano cercare di invertire un incantesimo che potrebbe uccidere. Partecipa a un rituale di guarigione per una donna africana che crede la sua disgrazia nasca dalla misteriosa morte di suo padre.

INFOWEB

Umbanda é un culto animista sincretico afro-brasiliano nato alla fine del XIX secolo nella comunità Yoruba, e divulgatosi a partire dall' inizio del XX secolo da Rio de Janeiro. Viene talvolta erroneamente confuso con il Voodoo (Vudù)del quale peraltro condivide gli aspetti animisti, ma dal quale si distacca per pantheon, ritualistica, e visione misterica. L' Umbanda presenta più similitudini con gli altri culti animisti brasiliani come il Candomblè, Batuque e la Santeria. Le tre principali fazioni Umbanda sono chiamate Umbanda Branca, Umbanda d' Angola e Umbanda Jeje.
All'Umbanda viene unito un altro culto che è detto Quimbanda o Kimbanda, l'uno senza l'altro risultano un culto imcopleto, ci possono essere Pae de Quimbanda e Pea de Umbanda (sacerdoti uomini) e Mae de .. (sacerdotesse donne), ma bisogno conoscere entrambe le due fazioni per essere un Pae o Mae de Santo, che è colui che insegna e che fà da guida spirituale ai seguaci di questo culto. La cosidetta Macumba non ha ragione d'essere in quanto non esiste realmente come culto ma solo come erronea definizione di tutte le religione afrobarasiliane e afroamericane.

Pantheon
Il pantheon dell' Umbanda, a differenza di quello del Voodoo, ha mantenuto terminologie e raffigurazioni originarie. Il sincretismo cristiano non ha inciso quindi a tal punto da fondersi con il culto. La divinità suprema nell' Umbanda é rappresentata dall' Orixà Zambi, sincretizzato con la emanazione divina cristiana; oltre a lui vengono adorati e venerati gli Orixà paragonati ai santi cristiani. Un grado sotto nel pantheon son venerati i 'puri spiriti', e sotto di loro gli spiriti comuni (a volte divisi in spiriti 'immateriali' e 'materiali'). ci sono gli spiriti dei morti, che per loro decisione e per le torture e i dispiaceri subiti nella loro vita terrena decidono di rimanere ad aiutare gli esseri umani e sono chiamati Pretos Velhos. Poi ci sono gli Exù e le Pomba Gira, che sono spirti che si trovano fra il divino e l'umano, essi sono spiriti legati all'aiuto nel senso materiale di chi li invoca, secondo i rituali della Quimbanda o Kimbanda, sono gli spiriti più vicini agli uomini, e sono gli spiriti con i quali un iniziato a che fare per primo, in quanto una volta si vienhe iniziati agli Orixà di testa che vengono definiti da un calcolo matematico fatto data di nascita e da una divinazione in cui gli Orixà chiedono la testa dell'iniziato, si procede al rito facendo una specie di battesimo in cui si dona l'iniziato all'Orixà che lo richiede e si dà uno spirito con il quale si inizierà a cultuale la pratica, solitamente questo spirito è un Exù o una Pomba Gira.

Reincarnazione e Umbanda
L' Umbanda crede nella reincarnazione. La divinità crea l' uomo e gli spiriti colmi di 'volere proprio', e quando muoiono vengono giudicati. Solo quelli che superano il giudizio rinascono in una forma superiore.

Sacerdoti e maestri
La figura del sacerdote nell' Umbanda é contemplata come 'Maestro'. Può essere maschile o femminile, chiamato Pae de santo o Mae de santo, gli iniziati sono chiamati Filhos de santo, in quanto ritenuti figli degli Orixà di Testa. Il tempio dell' Umbanda si chiama Terreiro e può essere comunitario o individuale. I sacerdoti nei rituali indossano vesti bianche, finchè non vengono posseduti dagli Orixà, a quel punto vengono vestiti con i colori e gli attributi dovutegli.

Omosessualità
Il culto dell' Umbanda non discrimina l' omosessualità. Gli iniziati omosessuali son benvenuti nei templi inquanto considerati portatori e attrattori di una Orixa femminile, Yemanja.

Umbanda oggi
Attualmente in Brasile solo 430.000 persone si dichiarano di fede Umbanda. Nonostante questo l' Umbanda trova riscontri anche al di fuori del Brasile (dove gli Umbandistas - i seguaci - son concentrati sopratutto a Rio de Janeiro e Sao Paulo), e particolarmente in Argentina e in Uruguay. Sono presenti anche piccole comunità in Europa, e vari gruppi di studio e divulgazione anche online. Nonostante l' Umbanda sia nato come culto animista all' interno della comunità nera e povera, attualmente é considerato multietnico e multisociale.


http://www.esopedia.it/index.php?title=Umbanda

STREAMING