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lunedì 27 febbraio 2012

Quei secondi fatali: Monaco: Il massacro delle Olimpiadi.

Quei secondi fatali: Monaco: Il massacro delle Olimpiadi


Il 5 settembre 1972 le Olimpiadi di Monaco vengono interrotte da un attacco terroristico palestinese. Le vittime sono 11 atleti israeliani. Come è potuto accadere?

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Il Massacro di Monaco avvenne durante le Olimpiadi estive del 1972, a Monaco di Baviera (Germania Ovest); un commando di terroristi dell'organizzazione palestinese Settembre Nero fece irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica di Israele. Alla fine un tentativo di liberazione compiuto dalla polizia tedesca portò alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque fedayyin e di un poliziotto tedesco.

L'attentato
Il 15 luglio 1972, due alti esponenti del Fath (Muhammad Dawud Awda, conosciuto come Abu Dawud e Salah Khalaf, conosciuto come Abu Iyad) si incontrarono al tavolo di un bar di Piazza della Rotonda a Roma con Abu Muhammad, un dirigente dell'organizzazione conosciuta come "Settembre Nero". Si discusse dell'azione compiuta dalla stessa organizzazione il giorno 8 maggio di quello stesso anno: il dirottamento di un aereo appartenente alla compagnia aerea belga Sabena in volo da Vienna a Tel Aviv, conclusosi con l'uccisione o la cattura dei dirottatori e la liberazione di tutti gli ostaggi. Il morale era alquanto basso e per dare nuovo slancio alla causa palestinese ci sarebbe stato bisogno di un'azione eclatante coronata da successo.

Il pretesto per un'azione spettacolare fu fornito dalla lettura della notizia, riportata da un giornale arabo, secondo cui il Comitato Olimpico Internazionale non aveva nemmeno degnato di risposta la richiesta avanzata dalla Federazione Giovanile della Palestina di poter partecipare con una propria delegazione ai giochi olimpici estivi di Monaco. Il commento di Abu Mohammed fu: "Se non ci permettono di partecipare ai Giochi olimpici, perché non proviamo a prendervi parte a modo nostro?". L'idea divenne subito un'operazione a cui fu dato il nome di "Biraam" e "Ikrit", due villaggi palestinesi evacuati dagli israeliani nel 1948.



A caccia di mostri: Umanoidi volanti

A caccia di mostri: Umanoidi volanti


Alcune testimonianze parlano di 'umanoidi' volanti che spesso puntano verso la Terra per compiere degli attacchi. Un team di esperti analizza le immagini catturate per risolvere il mistero.

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È detto umanoide un qualsiasi oggetto o essere vivente con una forma analoga a quella dell'essere umano.

Extraterrestri
Nelle opere di fantascienza sono spesso descritte specie extraterrestri umanoidi. Di solito esternamente sono abbastanza simili agli esseri umani (poiché possiedono braccia, gambe e camminano in posizione eretta o semi-eretta), ma hanno spesso un colore della pelle diverso, un numero differente di arti e/o un'anatomia interna diversa. Tra gli esempi gli omini verdi o i Grigi.


I falsari di Hitler

I falsari di Hitler


La storia di una delle più grandi operazioni di falsificazione di tutti i tempi. Alcuni ex prigionieri dei campi di concentramento raccontano le loro esperienze, in cui diventarono falsari per conto di Hitler.

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Tra le strategie di guerra contro l' Inghilterra, i nazisti non si limitarono alla bombe su Londra, allo spionaggio e alle altre azioni che dovevano preparare lo sbarco sull' isola; attuarono anche la più grande operazione di falsificazione monetaria della storia, obbligando un tipografo slovacco, Adolf Burger, arrestato come ebreo nel 1942 e poi deportato ad Auschwitz, a stampare decine di milioni di sterline, insieme ad altri centoquarantadue internati ebrei, esperti di arti grafiche. Il kommando di falsari che operò nel lager di Sachsenhausen, obbligò la Banca d' Inghilterra a emettere una nuova serie di banconote nel dopoguerra, per evitare un tracollo monetario. Oggi questa esperienza straordinaria viene offerta ai lettori italiani, con la traduzione della testimonianza di Adolf Burger (L' officina del diavolo, Nutrimenti, pp. 256, 19,50). Il libro, da cui è stato tratto il film di Ruzowitzky, Il falsario, racconta le atrocità vissute ad Auschwitz e tutta la storia delle falsificazione monetarie.

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domenica 26 febbraio 2012

L'impero della droga: Le nuove droghe

L'impero della droga: Le nuove droghe


Oggi, per pochi dollari, i tossicodipendenti hanno la possibilità di trovare dozzine di composti. Venduti come 'sali da bagno' o 'spezie', sono legali, ma ciò non significa che sono sicuri...

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I Nootropi, conosciuti anche come "smart drugs" (droghe intelligenti) e smart nutrients, sono sostanze che aumentano le capacità cognitive dell'essere umano (abilità e funzionalità del cervello). La parola nootropo deriva dal Greco, noos (mente) e tropein (sorvegliare). Generalmente, i nootropi lavorano aumentando il rilascio di agenti neurochimici (neurotrasmettitori, enzimi e ormoni), migliorando l'apporto di ossigeno al cervello o stimolando la crescita nervosa.

Molte delle presunte sostanze nootrope sono alimenti o parti di piante (erbe, radici, fagioli, cortecce, ecc.), disponibili nei negozi di alimentari e usate come complementi nutrizionali (ad es. aromatizzanti). In altri casi si tratta invece di medicinali usati per curare persone affette da difficoltà di apprendimento, malattie degenerative (Alzheimer, Parkinson), e in casi di deficit di ossigeno in modo da prevenire condizioni patologiche come l'ipossia. Sono molto vendute su internet, ed utilizzate da migliaia di persone per migliorare le proprie abilità di pensiero.

Con certi nootropi gli effetti sono lievi e graduali, come con gli induttori della crescita nervosa, e possono impiegare settimane o mesi prima di dare gli effetti desiderati a chi li utilizza. Dall'altra parte invece ci sono i nootropi ad effetto profondo ed immediato. È comunque da considerare che mentre gli studi scientifici supportano alcuni di questi presunti benefici, è noto che buona parte degli effetti attribuiti ai nootropi non sono ancora stati testati formalmente.

Meccanismo generico di funzionamento
Una sostanza nootropa offre supporto alla produzione dei neurotrasmettitori fornendo al corpo i precursori e i cofattori di cui ha bisogno. Portare ad alti livelli la presenza di neurotrasmettitori nel cervello migliora concentrazione, abilità di calcolo, memoria, creatività, umore e previene o in alcuni casi cura, la depressione. I quattro neurotrasmettitori principali sono acetilcolina, dopamina, norepinefrina e serotonina.

Nonostante questo è anche risaputo che l'esercizio cardiovascolare effettuato regolarmente ha effetti nootropi, aumenta infatti la capacità del corpo di fornire ossigeno alle cellule cerebrali. L'esercizio ha inoltre un potente effetto sinergico se accoppiato ad una dieta sana ed equilibrata.

venerdì 24 febbraio 2012

Quei secondi fatali: Disastro nella palude

Quei secondi fatali: Disastro nella palude


Nel 1996 un ValuJet con 105 passeggeri decolla senza che nessuno a bordo si accorga di un piccolo incendio. Poco dopo, l'aereo si schianta nelle Everglades della Florida.

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Volo ValuJet 592 era un volo di linea della compagnia aerea a basso costo ValuJet schiantatosi nelle Everglades in Florida a causa di un incendio nella stiva.
Perirono tutti i 110 passeggeri (compreso equipaggio) a bordo del DC9 partito dall'aeroporto internazionale di Miami in rotta verso l'Aeroporto Internazionale di Atlanta-Hartsfield-Jackson di Atlanta, Georgia (USA).

Antefatto
Nel pomeriggio dell'11 maggio 1996, alle 14:04 il DC9 della ValuJet, dopo un 1 ora e 4 minuti di ritardo a causa di problemi meccanici è pronto a decollare dalla pista 9L dell'aeroporto di Miami e comincia una normale salita.

Incidente
A distanza di pochi minuti dal decollo, violenti sobbalzi che scuotono l'aereo, fumo ed eccessivo calore in cabina rendono l'aeromobile ingovernabile. Il capitano Candi Kubeck ed il Primo Ufficiale Richard Hazen tentano un atterraggio d'emergenza all'aeroporto di Miami ma, prima di potervi tornare, l'aereo precipita nelle paludi delle Everglades. Inghiottito dalle paludi, dell'aeromobile resta visibile soltanto un'enorme macchia di carburante sulla superficie dell'acqua. L'aereo, infatti, si è completamente distrutto schiantandosi su un ammasso roccioso presente sul fondo della palude.

Indagini
Sono partite subito le indagini tramite elicotteri e barche sulle Everglades. Purtroppo la posizione dell'incidente rende difficili le indagini a causa dell'acqua torbida e degli alligatori che popolano le Everglades. Le indagini sono condotte soprattutto da Greg Feith, investigatore del consiglio nazionale americano per la sicurezza dei trasporti.

Cause
La vera causa è misteriosa. Le indagini dichiarano che c'è stato un incendio nella stiva. Infatti, nella stiva sono stati caricati in scatole di cartone alcuni generatori di ossigeno racchiusi in bombole di ossigeno. I generatori di ossigeno sono usati negli aerei in caso di emergenza. Questi sono collegati alla mascherina. Quando quest'ultima viene calata i generatori si attivano e producono ossigeno a causa di reazioni chimiche. A causa di queste reazioni la temperatura del generatore sale a 260°. Nel volo 592 i generatori erano stati prelevati da due McDonnell Douglas MD-82 perché scaduti. A questi ultimi gli erano stati troncati alcuni fili ed incollati tramite nastri isolanti allo stesso generatore e quindi le procedure di sicurezza non erano state seguite. I generatori vennero messi in scatole di cartone, imballati in un involucro di plastica a bolle d'aria e infine imbarcati. Durante il volo, i generatori si sono attivati, innescando un incendio che bruciò i bagagli attorno. Infine esso fuse il pavimento e l'aereo precipitò.




Quei secondi fatali: Disastro aereo a Chicago

Quei secondi fatali: Disastro aereo a Chicago


Il 25 maggio 1979, un DC10 decolla da Chicago. Dopo solo 31 secondi, l'aereo si schianta su un campeggio per camper. In totale le vittime saranno 273. Cosa non ha funzionato?

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Il Volo American Airlines 191 fu un volo con partenza dall'Aeroporto Internazionale O'Hare di Chicago nell'Illinois all'Aeroporto internazionale di Los Angeles il 25 maggio 1979. L'aereo si schiantò dopo il decollo da Chicago, e nell'incidente morirono tutte le 271 persone a bordo e due persone a terra. Per il numero di vittime, fu l'incidente aereo più grave negli Stati Uniti, tranne i quattro aerei fatti deliberatamente collidere negli attacchi dell'11 settembre 2001. Questo incidente è il primo per numero di vittime in un singolo volo nel territorio degli Stati Uniti (seguito dall'incidente nel volo American Airlines 587).

Volo
Il giorno 25 maggio 1979 nei pressi dell'aeroporto O'Hare, a Chicago, era presente bel tempo, con vento NordEst a 41 km/h. Il DC-10, con numero di registrazione N110AA era un modello moderno e affidabile, entrato in servizio otto anni prima. La versione era la DC10-10, una delle più grandi in servizio, con capienza di 270 passeggeri, ed era stato consegnato all'American Airlines il 25 febbraio 1972. L'aereo aveva 7 anni di servizio, con 20.000 ore di volo.

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Quei secondi fatali: Schianto aereo ad Amsterdam

Quei secondi fatali: Schianto aereo ad Amsterdam



Nel 1992 un cargo della El-Al decolla da Amsterdam. Poco dopo, i motori di destra si staccano e il gigante si schianta su un edificio. Un guasto, un errore umano o un attentato?

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Il disastro di Bijlmer avvenne il 4 ottobre 1992, quando il Boeing 747 El Al 1862 della linea aerea israeliana El Al precipitò contro gli appartamenti di Klein-Kruitberg e di Groeneveen nella vicinanza di Bijlmermeer (quartiere di "Bijlmer", circoscrizione Zuidoost), quartiere periferico di Amsterdam. Il bilancio è di 43 morti, compresi i piloti dell'aereo e un passeggero che sedeva su un jumpseat nella cabina di pilotaggio.

Volo fatale
L'aereo, un Boeing 747-258F, con registro 4X-AXG, era in viaggio da New York a Tel Aviv e fece uno scalo all'Aeroporto di Amsterdam-Schiphol. Durante il volo da New York ad Amsterdam furono notati alcuni problemi. Il Boeing atterrò a Schiphol alle 14:31. Qui sull'aereo venne imbarcato un carico approvato dagli uffici dogane ma, come venne poi scoperto successivamente, non controllato completamente. Il velivolo fece anche rifornimento di carburante. Il capitano Yitzhak Fuchs, il primo ufficiale Arnon Ohad e l'assistente tecnico di volo Gedalya Sofer erano al comando insieme a Anat Solomon, il solo passeggero a bordo, un impiegato di El Al che andava a Tel Aviv per sposare una collega.

Le cause
Gli aerei di linea sono concepiti in modo da poter volare anche con un motore difettoso, o con anche due motori difettosi, come nel caso del 747, che ne ha quattro. In diverse circostanze, ciò consente all'aereo di poter atterrare senza gravi conseguenze in caso si presenti un'emergenza di questo tipo.
Nel caso in cui vi siano gravi problemi ai motori del Boeing 747, i perni con i quali sono fissati all'ala sono progettati in modo da collassare, permettendo che il motore cada dal velivolo senza danneggiare l'ala. Il danneggiamento dell'ala, infatti, può avere conseguenze disastrose. Il consiglio di sicurezza olandese scoprì invece un'anomalia proprio a questi perni. Senza motivo apparente, si era staccato un perno facendo andare tutto il peso sull'altro, facendo così rovinosamente staccare il motore (e una parte dell'ala) dall'aereo. Il motore, che in quel momento era alla massima potenza in quanto in fase di decollo, staccandosi non cadde semplicemente ma, a causa della spinta, fece un balzo in avanti per poi colpire il secondo motore facendo staccare anch'esso. Non solo i due motori risultarono inutilizzabili, ma, staccandosi in quel modo, strapparono una decina di metri di ala e alettoni e, cosa più grave, senza che i piloti se ne rendessero conto.
Per questo motivo l'aereo divenne deportante verso destra e il comandante Fuchs non poté più controllare l'aereo.
Solo con velocità di circa 280 nodi l'aereo riuscì a volare livellato, ma quando il comandante alzò il muso per rallentare mettendolo in assetto di atterraggio, venne a mancare la portanza e non fu più possibile controllare il velivolo.
Questo è dovuto a un limite fisico: infatti i flap servono per dare portanza all'aereo in atterraggio per permettergli di atterrare con velocità ridotta e in decollo per permettergli di decollare con velocità di salita maggiore.
Le indagini successive appurarono che la causa principale del disastro fu la rottura del perno, avvenuta per usura, questo avvenimento portò ad una serie di eventi a catena che resero impossibile evitare il disastro.


A caccia di mostri: Pericolo Sasquatch!

A caccia di mostri: Pericolo Sasquatch!


Anche in Canada esiste il Bigfoot? Alcune testimonianze raccontano di una creatura volante non identificata. Tentiamo di rivelare i misteri e le verita' che si nascondono dietro questa storia.

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Bigfoot, detto anche Sasquatch, Momo o Piedone, è una leggendaria creatura scimmiesca che dovrebbe vivere nelle foreste dell'America Settentrionale. Segnalazioni della sua presenza sono arrivate da diverse parti del continente ma sembra che i Bigfoot siano concentrati nei due stati americani di Washington e Oregon.
Non ci sono prove concrete della sua esistenza se non video, foto od orme di piedi anomale.
Alcuni ritengono possa trattarsi di un ramo distaccato dello Yeti o di una specie sopravvissuta all'estinzione di gigantopiteco, una scimmia asiatica di notevoli dimensioni, oggi ritenuta estinta.

Aspetto fisico e caratteristiche
Il Bigfoot dovrebbe essere alto dai 2 ai 2,70 metri (dai 7 ai 9 piedi), con folta peluria scura che varia dal rosso scuro al nero e grandi piedi (da cui il nome) che lascerebbero tracce di 40-46 cm sul terreno. Il Bigfoot è descritto come un grande ominide o primate bipede; il volto è relativamente simile a quello di un uomo. I testimoni dicono che ha dei grandi occhi e una cresta abbassata sulla testa, mentre non si nota traccia di collo: la testa sembra poggiare direttamente sulle spalle. Manca inoltre il muscolo del polpaccio. In base alle descrizioni peserebbe intorno ai duecento chilogrammi.

Trappola
Nel 1974 nell'Oregon del Sud è stata costruita una trappola per la cattura di un Bigfoot, che a più di trentacinque anni di distanza non è riuscita nel suo intento. Oggi come oggi più che altro funziona come attrazione turistica. Agli effetti pratici, nessuna trappola potrebbe imprigionare un Bigfoot, non tanto per la mole quanto per l'intelligenza, come da leggende indiane che lo descrivono mimetico e astuto guerriero, come il guerriero Apache.


giovedì 23 febbraio 2012

La febbre dell’oro Alaska -S02-

La febbre dell’oro Alaska -S02-


Nella scorsa stagione di “La febbre dell’oro” abbiamo seguito padre e figlio, Jack e Todd Hoffman, nel tentativo disperato di combattere la recessione e tentare di guadagnare qualcosa lanciandosi in una disperata caccia all’oro in Alaska.

Insieme a una banda di disoccupati, esordienti minatori, Jack e Todd hanno trascorso un’intera stagione combattendo contro una natura selvaggia, guasti e tragedie alla disperata ricerca di un futuro più sicuro per le loro famiglie.

Nella scorsa stagione, nonostante siano riusciti a portare a termine lo scavo più profondo mai realizzato a Porcupine Creek in Alaska, i minatori hanno dovuto rinunciare, sconfitti dall’inverno dell’Alaska.

Ora l’ambiziosa coppia composta da padre e figlio sono tornati: in questa seconda stagione sono pronti a mettersi di nuovo in gioco. Sono di nuovo diretti a nord, in Alaska, per riprendere e portare a termine il lavoro lasciato incompiuto.

Ma mentre Jack è convinto che per trovare l’oro si debba cercare a Porcupine Creek, Todd intende dirigersi più a nord verso lo Yukon e le ricche miniere d'oro del Klondike.

Bisogna fare una scelta: il futuro di Jack, Todd e dell’intera compagnia dipende totalmete dalla decisione che prenderanno. Troveranno l’oro questa volta?

A caccia di mostri: Cani killer

A caccia di mostri: Cani killer


I cani sono considerati i migliori amici dell'uomo, ma diverse testimonianze raccontano di aggressioni compiute da alcuni branchi. I cani randagi possono diventare un serio pericolo? ...

mercoledì 22 febbraio 2012

Quei secondi fatali: L'incubo del sottomarino russo Kursk

Quei secondi fatali: L'incubo del sottomarino russo Kursk


Agosto 2000, Mare di Barents: nel sottomarino russo Kursk ci sono due esplosioni. Nonostante gli sforzi, i 118 uomini a bordo muoiono. Ma quale fu la causa?

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Il K-141 Kursk, nome completo in russo: Атомная подводная лодка «Курск», era un sottomarino a propulsione nucleare della Flotta del Nord appartenente alla classe Oscar I/II. Il sottomarino entrato in servizio nel 1995 presso la base di Severomorsk, era in grado di trasportare e lanciare missili a testata nucleare. Il suo dislocamento era di 10 700 tonnellate in superficie e 13 500 tonnellate in immersione, l'equipaggio tipico era composto da 52 ufficiali e 55 marinai, per un totale di 107 persone. Prima del suo affondamento era uno dei più moderni sottomarini in dotazione alla Voenno-Morskoj flot.

L'incidente del K-141 Kursk
Il 12 agosto 2000 il sottomarino nucleare era impegnato nel mare di Barents in un'esercitazione militare navale nella quale avrebbe dovuto lanciare dei siluri a salve contro l'incrociatore nucleare, classe Kirov, Pjotr Velikij (in russo: Пётр Великий, Pietro il Grande).
Alle 11:28 locali (07:28 UTC) furono lanciati dei siluri di prova, ma subito vi fu un'esplosione, presumibilmente di uno dei siluri del Kursk. L'esplosione chimica aveva una potenza compresa tra i 100 e i 250 kg di TNT e produsse un'onda sismica di intensità di 2,2 secondo la scala Richter, in conseguenza alla quale il sottomarino si adagiò sul fondo a 108 metri di profondità a circa 135 km da Severomorsk 69°40′N 37°35′E. Una seconda esplosione avvenne 135 secondi dopo la prima con un'intensità compresa tra i 3,4 e 4,4 della scala Richter, quindi con una potenza compresa tra le 3 e le 7 tonnellate di TNT.L'esplosione sommerse il sottomarino con molti detriti, rendendone difficile il recupero.
Dopo vari tentativi di salvataggio falliti da parte dei russi, una nave speciale norvegese equipaggiata con un batiscafo inglese si agganciò con successo al sottomarino affondato, trovandolo tuttavia allagato completamente e senza alcun superstite.

Causa dell'incidente
La commissione d'inchiesta fu guidata dal procuratore generale Vladimir Ustinov, e concluse il 29 giugno 2002 che le esplosioni a bordo del sottomarino russo furono causate da un siluro difettoso, che innescò delle reazioni a catena. Inoltre, i superstiti morirono in circa 8 ore dall'inizio dell'incidente ed i soccorsi non sarebbero stati in grado di aiutarli. Sulla causa dell'incidente giunsero ad una conclusione simile dei ricercatori inglesi, che imputarono la prima esplosione ad una fuoriuscita di perossido d'idrogeno, usato come propellente per i siluri. Questo liquido sarebbe esploso innescando gli altri siluri.
Inizialmente venne ipotizzato che il Kursk avesse avuto una collisione con un qualche vascello non russo, non identificato. Questa ipotesi venne affermata da fonti russe, come dall'allora ministro della difesa Marshal Igor Sergeyev e dall'allora primo ministro Ilya Klebanov. Inoltre venne alla luce che quel giorno erano presenti due sottomarini statunitensi, che osservavano l'esercitazione, lo USS Memphis e lo USS Toledo, di classe Los Angeles. Gli Stati Uniti negarono immediatamente la collisione tra un loro sottomarino e il Kursk, anche se confermarono la presenza del Memphis e del Toledo.
In particolare, il Memphis avrebbe dovuto osservare la situazione da distante, mentre il Toledo avrebbe invece avuto ordini di pedinare il Kursk. Il Toledo avrebbe urtato il sottomarino russo, senza tuttavia causargli gravi danni. Il Toledo, danneggiato, avrebbe tentato di allontanarsi, aiutato dal Memphis. Rilevando che il Kursk stava attivando i sistemi d'arma, il Memphis avrebbe lanciato un siluro di tipo Mark 48, colpendo in pieno la sezione di prua del sommergibile russo, che conteneva i siluri. Ciò avrebbe creato una reazione a catena innescando le cariche dei siluri del Kursk. Sempre secondo questa tesi gli Stati Uniti e la Federazione Russa si sarebbero successivamente accordate e i primi, responsabili dell'incidente, avrebbero indennizzato la Russia cancellando un debito di 10 miliardi di dollari.
I sostenitori di questa teoria indicano come prova le immagini del relitto del Kursk quando venne recuperato che mostrerebbero un foro circolare, rivolto verso l'interno, presente sulla fiancata e vicino al luogo dell'esplosione.
All'ipotesi del siluro, ufficiali statunitensi ribatterono affermando che le unità USA erano distanti almeno 5 miglia. Inoltre il Memphis non sarebbe stato danneggiato e uno scontro con un mezzo delle dimensioni del Kursk avrebbe creato pochi danni all'unità russa e avrebbe quasi distrutto quella statunitense. Altri ufficiali dichiararono che le boe di emergenza usate dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra sono arancioni, mentre le boe di comunicazione sono di colore grigio. Una boa di colore bianco e verde non apparterrebbe a nessuna delle due nazioni occidentali.
La teoria alternativa venne illustrata in un documentario francese del 2004 intitolato "Kursk: A submarine in Troubled Waters", ripreso in Italia dal programma La storia siamo noi, diretto da Giovanni Minoli.

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martedì 21 febbraio 2012

A Caccia Di Mostri : Gli Scimpanze Killer

A Caccia Di Mostri : Gli Scimpanze Killer


Gli scimpanzé sono considerati come creature innocue, ma molti testimoni parlano di attacchi terribili compiuti da questa specie. Un team di esperti indaga sull'argomento.

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Lo scimpanzé comune (Pan troglodytes Blumenbach 1776) è un mammifero facente parte dell'ordine dei Primati e della famiglia degli ominidi o scimmie antropomorfe. Insieme al bonobo (Pan paniscus) costituiscono le uniche specie viventi del genere Pan.

Descrizione
Geneticamente e fisicamente, insieme al bonobo, è l'animale più vicino all'uomo. Il DNA dello scimpanzé infatti è uguale a quello dell'uomo in una percentuale, oscillante intorno al 96% e si articola in n=24 coppie di cromosomi, (peraltro come nel gorilla); due di questi cromosomi (il 12 e il 13) si sono fusi nel cromosoma 2 dell'uomo, che pertanto ha n=23.
Gli scimpanzé sono mediamente alti dagli 80 ai 130 cm sulle quattro zampe e pesano 35-45 kg le femmine e 45-65 kg i maschi. I maschi sono più grossi delle femmine, e quando si alzano sulle zampe posteriori raggiungono anche i 160 cm di altezza, mentre le seconde in genere non superano i 130. La colorazione del pelo è di solito molto scura e tendente al nero, anche se si sono registrati casi eccezionali di scimpanzé albini.

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La tomba del guerriero

La tomba del guerriero

Samurai, marinai maledetti e crociati: tre fantastici siti archeologici e tre leggendarie classi di guerrieri viste come mai prima grazie allo studio delle loro ossa da parte della medicina legale del ventunesimo secolo. La vita e la morte di questi uomini può essere raccontata sulla base di prove sicure che mostrano con immagini affascinanti le lotte che li resero iconici.
EPISODI :

I fantasmi dei crociati :
Le ossa di sei crociati rivelano cosa è accaduto nella battaglia del Guado di Giacobbe nel 1179. I risultati della perizia medico-legale ricostruiscono la morte di questi guerrieri. CLICCA QUI

domenica 19 febbraio 2012

A caccia di mostri : il fiume degli squali

A caccia di mostri : il fiume degli squali


Chi sono i feroci predatori dell'oceano che sono a caccia di prede persino nei fiumi americani? Alcune testimonianze sostengono che possa trattarsi dello squalo leuca.

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Lo squalo leuca (Carcharhinus leucas Müller ed Henle, 1839) o squalo zambesi (da non confondere con lo squalo toro vista la nomenclatura di "bullshark" che gli viene attribuita nei paesi di lingua anglosassone) è una comune specie di squalo della famiglia dei Carcarinidi diffusa nelle acque calde e poco profonde delle zone costiere e dei fiumi di tutto il mondo. È noto soprattutto per il suo comportamento imprevedibile e spesso aggressivo. Dato che spesso si incontra in acque poco profonde, è considerato la specie di squalo più pericolosa per l'uomo e, insieme allo squalo tigre e allo squalo bianco, è una delle tre specie a cui sono stati attribuiti il maggior numero di attacchi all'uomo.

Diversamente dalla maggior parte degli squali, lo squalo leuca tollera l'acqua dolce ed è in grado di risalire il corso dei fiumi. Alcuni esemplari sono stati ritrovati perfino nei fiumi Ohio (nell'Indiana) e Mississippi (nell'Illinois), sebbene in tali aree siano stati registrati solamente pochi attacchi. Proprio per questo motivo la specie è probabilmente la responsabile del maggior numero di attacchi all'uomo avvenuti in acque costiere, compresi molti attacchi attribuiti ad altre specie. Tuttavia, gli squali leuca (diversamente dagli squali di fiume del genere Glyphis) non sono veri e propri squali d'acqua dolce.

Tolleranza all'acqua dolce
Lo squalo leuca è la meglio conosciuta tra le 43 specie di Elasmobranchi (appartenenti a dieci generi e quattro famiglie) avvistate in acque dolci. Tra le altre specie che vivono stabilmente nei fiumi vi sono alcune pastinache (Dasiatidi e Potamotrigonidi) e i pesci sega (Pristidi). Alcune specie di razza (Rajidi), il palombo scuro (Triakidi) e lo squalo plumbeo (Carcharhinus plumbeus), invece, entrano regolarmente negli estuari. La capacità degli Elasmobranchi di entrare nelle acque dolci è piuttosto limitata, poiché il loro sangue è salato (in termini di resistenza osmotica) quanto l'acqua di mare, a causa dell'accumulo nei tessuti di urea e ossido di trimetilammina, ma gli squali leuca che vivono in acqua dolce riescono a ridurre la concentrazione di questi soluti fino al 50%. Perfino in questo modo necessitano di produrre venti volte più urina di quanto non facciano i loro simili che vivono in acqua salata.

Inizialmente gli scienziati ritenevano che gli squali del Lago Nicaragua appartenessero ad una specie endemica, lo squalo del Lago Nicaragua (Carcharhinus nicaraguensis). Nel 1961, però, in seguito al confronto di vari esemplari, i tassonomi si accorsero che si trattavano solamente di una particolare forma di squali leuca; da allora il nome Carcharhinus nicaraguensis è considerato sinonimo di Carcharhinus leucas. Essi sono in grado di risalire le rapide del fiume San Juan (che congiunge il Lago Nicaragua al Mar dei Caraibi) quasi come i salmoni. Squali leuca marcati dentro il lago sono stati in seguito catturati in oceano aperto (e viceversa); alcuni di essi hanno impiegato 7-11 giorni per effettuare il viaggio.

sabato 18 febbraio 2012

Dio esiste? Verita' tra scienza e fede

Dio esiste? Verita' tra scienza e fede

Scienza e fede uniscono le loro forze per rispondere ad una domanda fondamentale che l'uomo si pone da sempre: Dio esiste?

Molte persone ritengono che tra scienza e fede ci debba essere necessariamente contrasto. Tale convinzione sembra avvalorata dalle esternazioni televisive di alcuni scienziati italiani, che ne hanno fatto quasi una battaglia personale.

Nel libro di R.Chiaberge: La variabile Dio che porta come sottotitolo: In cosa credono gli scienziati? - si tratta di un confronto tra il gesuita George Coyne, astronomo e già direttore della Specola Vaticana, e Arno Penzias, premio Nobel per la fisica per avere captato la cosiddetta “radiazione fossile” – vengono riportati i risultati di una indagine statistica sulla fede degli scienziati. Dal 1916 al 2003 indagini condotte tra gli scienziati negli Stati Uniti hanno visto il numero dei credenti scendere dal 40% a meno del 10%. Soprattutto fa problema, per loro, il rapporto tra evoluzione e religione.

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giovedì 16 febbraio 2012

American Guns - S01 -

American Guns - S01 -


'American Guns' segue i Wyatts, una famiglia del tutto tradizionale, tranne per il fatto di essere proprietaria di uno dei complessi industriali di armi da fuoco più grande del mondo.
Il ricco Wyatt e sua moglie Renée sono proprietari di “Gunsmoke” a Denver, Colorado, dove acquistano, vendono e commerciano qualsiasi tipo di arma: dalle bombe a mano ai fucili da caccia. Producono qualsiasi arma e, nel caso, rispondono anche a richieste specifiche, costruendo armi che seguono puntualmente le richieste dei clienti. Le loro officine trasformano un semplice blocco di metallo in un arma perfetta.

Una delle forze di “Gunsmoke” è avere un team di armaioli fra i più esperti d’America. Nessun pistola lascia la fabbrica senza che prima sia stata provata da qualcuno della famiglia. Tutta la famiglia Wyatt prende molto sul serio le armi che produce, inclusa la figlia Paige appena sedicenne. Ne sa più lei di pistole che la maggior parte degli acquirenti che si possono incontrare a “Gunsmoke”.

Seguire gli affari di questa famiglia e dare un'occhiata all'interno del loro business (che portano avanti da 18 anni con impegno e passione) è un opportunità unica per approfondire il mondo così controverso delle armi da fuoco!

martedì 14 febbraio 2012

Venezia pronto intervento

Venezia pronto intervento


Venezia è una città unica al mondo. Venti milioni di visitatori la invadono ogni anno per scoprire i suoi vicoli e per navigare lungo i suoi canali. I turisti vengono per l’arte, la musica, la cultura, la storia. Ma ciò che non vedono è come questa città funziona veramente.
A Venezia tutto è diverso. Come vengono affrontate le emergenze mediche? Il crimine? Gli incendi? Le alluvioni? L’enorme quantità di rifiuti lasciati dai turisti? La sicurezza dei VIP? Come si conduce una nave da crociera da 100,000 tonnellate passando tra edifici del sedicesimo secolo?

EPISODI :

Venezia pronto intervento: Carnevale smascherato
Il Carnevale di Venezia è una delle manifestazioni più famose del mondo. Dietro le quinte, i servizi di emergenza si preparano a gestire l'invasione di turisti. 

Venezia pronto intervento: Il Papa sull'acqua
A Venezia scatta l'allarme rosso: il Papa visita la città per la prima volta dopo 26 anni. Nulla può essere lasciato al caso e Venezia richiede una preparazione speciale.

Venezia pronto intervento: Soccorso in laguna
Ogni anno, milioni di turisti visitano Venezia. Analizziamo come vengono affrontate le emergenze e, per la prima volta, seguiamo un team che è chiamato a prestare soccorso.

Venezia pronto intervento: Le grandi manovre
Ogni due anni, Venezia apre le porte per accogliere il mondo dell'arte moderna con La Biennale. Analizziamo le difficoltà che la città deve affrontare per ospitare un evento di tale portata.

Venezia pronto intervento: Fermare l'onda
Dalla 'Vogalonga' alle sfide quotidiane che la città deve affrontare per non essere sommersa, l'acqua è una risorsa fondamentale per Venezia, ma costituisce anche la sua minaccia più grande.

Venezia pronto intervento: La notte esplosiva
Il terzo fine settimana di luglio, Venezia celebra Il Redentore. Seguiamo i preparativi per questa grande festa e l'intenso lavoro svolto dai servizi di emergenza per i veneziani e i turisti.

La megalomania del Fuhrer

La megalomania del Fuhrer


Alcune straordinarie immagini di archivio mostrano le manifestazioni organizzate dal Partito Nazista, volte a celebrare la grandezza del Fuhrer che voleva dimostrare la sua determinazione al mondo intero. 

lunedì 13 febbraio 2012

Inside: Squadre antimafia

Inside: Squadre antimafia


20 aprile 2010. 14 membri della banda criminale dei Gambino vengono arrestati a New York. Seguiamo le diverse fasi dell'operazione di cattura realizzate dai poliziotti della Squadra Antimafia.

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La famiglia Gambino era ed è tuttora una delle più potenti tra le cinque famiglie mafiose di New York e di tutti gli Stati Uniti d'America.

Storia
Carlo Gambino
Probabilmente la più famosa famiglia, in particolare per il carisma del suo boss Carlo Gambino, uomo capace di tenere le fila dell'organizzazione agendo nell'ombra e senza esporsi. Carattere all'apparenza mite e pacato, Gambino ha diretto per quasi un ventennio l'attività criminale della famiglia (da metà degli anni cinquanta fino alla sua morte per cause naturali, nel 1976) sfruttando la sua rinomata 'invisibilità' e intelligenza. Legato ai valori tradizionali mafiosi, aveva come arma principale l'astuzia più che la violenza. Non fu mai arrestato durante la sua 'reggenza' e pare sia il don che ha maggiormente ispirato il personaggio di Vito Corleone nel film Il padrino. All'apice del potere il clan dei Gambino aveva ai suoi ordini 500 uomini d'onore con 2000 affiliati. Quella dei Gambino si è dimostrata una famiglia dedita al crimine e Thomas Gambino, figlio di Carlo, ha seguito le orme del padre insieme al fratello John.
Carlo Gambino aveva, inoltre, un terzo figlio, nato da una relazione con un'altra donna. Il suo nome è Michele (Michael) e, nato nel 1962, gli venne riconosciuta la paternità solo all'età di undici anni; per il resto si sa solo che vive in Italia e porta il cognome del padre adottivo. Qui avrà un discendente nominato Paolo Gambino.

Paul Castellano e John Gotti
Gambino scelse come successore Paul Castellano suo cognato, nonostante il candidato maggiormente indicato fosse il suo sottoboss Aniello Dellacroce. Big Pauly non fu mai amato dai suoi soldati e pur essendo un don raffinato ed elegante, non riuscì mai ad essere all'altezza del suo predecessore in quanto a lungimiranza e doti organizzative. Per paura di attentati e tradimenti soleva dirigere i suoi affari nella sfarzosa residenza (ispirata alla Casa Bianca) che aveva fatto costruire a Staten Island. Arrestato nel 1984 a seguito di pedinamenti e intercettazioni dell'FBI, la sua prima preoccupazione che confidò agli agenti fu quella relativa alla scoperta della sua relazione segreta con una cameriera. Con la morte di Della Croce, a capo del clan rivale di Castellano, Big Paul ha i giorni contati. Il giovane John Gotti (col il suo fidato Sammy 'The Bull' Gravano) capisce che tolto di mezzo Castellano sarà lui il nuovo e incontrastato boss della Famiglia Gambino. Il 16 dicembre 1985, nascosto in una macchina parcheggiata nei pressi, Gotti assiste all'esecuzione di Castellano che lui stesso ha ordinato. Big Paul viene freddato da sei colpi di pistola alla testa e al collo mentre sta scendendo di macchina per andare a cena in un rinomato ristorante di Manhattan. Anche il suo autista, nonché vice, Bilotti viene assassinato. Gotti è il nuovo don, il boss dei boss della Grande Mela e probabilmente l'ultimo grande padrino. Gotti capisce subito che un vero don ha bisogno del consenso e dell'appoggio popolare. La gente lo adora e lo venera come una divinità. Appare anche sulla copertina di Time. La sua popolarità è alle stelle, al pari di quella di Al Capone. Sfoggia completi da 2000 dollari, rilascia laute mance, ha un sorriso ed una battuta per tutti. Le donne lo adorano (una giornalista arriva ad affermare che la sua camminata è quanto di più sexy possa esistere). Più che un mafioso John Gotti è un fenomeno mediatico. Ma dalle intercettazione e dai filmati dell'Fbi un'altra realtà viene a galla. Quella di un uomo sanguinario, rozzo e violento ma allo stesso tempo capace di farsi scivolare addosso tutte le accuse che gli vengono rivolte. Ai suoi ordini Gotti aveva una trentina di gruppi per un totale di 350 uomini. Tanto da essere soprannominato il don di Teflon, come le padelle antiaderenti. Gotti esce vittorioso da ogni processo con la folla fuori dal tribunale pronta a festeggiare l'ennesima dichiarazione di innocenza. Ma quando Sammy Gravano nel 1992, suo fidato vice, tradisce per paura che il suo boss faccia ricadere su di lui tutte le accuse, per John Gotti cala definitivamente il sipario. Testimoni affermano che mentre Gravano rivelava alla Corte gli omicidi che il suo boss aveva ordinato, Gotti neanche lo degnasse di uno sguardo. Sprezzante fino alla fine viene condannato al carcere a vita con divieto di libertà condizionata e con una sola ora d'aria al giorno. Morirà di cancro nel 2002. Ai suoi funerali a New York una scia di folla in lacrime renderà omaggio all'ultimo don. Dopo John Gotti il comando è passato a suo figlio Junior e successivamente a suo fratello Peter ma in due non si sono dimostrati all'altezza dell'incarico, e la famiglia Gambino, un tempo l'organizzazione criminale più potente degli Stati Uniti, ha visto il proprio potere molto ridimensionato.
Dal 2008 il presunto boss è Nicholas Corozzo. Ora la famiglia Gambino ha circa 200 affiliati ed in numero di membri è seconda solo alla famiglia Genovese. Nel febbraio del 2008 è stata duramente colpita dall'operazione "Old Bridge", che ha portato all'arresto di decine di suoi affiliati.

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Heinz Il Re Del Ketchup

Heinz Il Re Del Ketchup


Da giardiniere a miliardario: Henry John Heinz diventa uno dei migliori venditori al mondo grazie a prodotti di uso quotidiano come cetrioli, sott'aceti, crauti e il famoso ketchup.

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La H. J. Heinz Company, chiamata di solito semplicemente Heinz, è una società agroalimentare statunitense fondata nel 1869 da Henry John Heinz a Sharpsburg (Pennsylvania).
La società produce Ketchup, conserve di verdura, condimenti, piatti pronti, ecc. e impiega circa 32.000 persone in tutto il mondo, con una cifra d'affari di 10 miliardi di dollari. Nel 1963 acquisisce il gruppo Plasmon, di cui è tuttora proprietaria.

Il ketchup è una salsa di origini orientali: il nome deriverebbe, infatti, dalla parola malese kecap, una salsa a base di pesce azzurro macerato e fermentato, oppure dalla fusione delle parole persiane ket e siap (che in sostanza significherebbe "salamoia di pesce"). Ottima per condire patatine fritte e usata per fare la salsa rosa assieme alla maionese.

Storia
Sicuramente molti pensano che tale salsa sia il prodotto americano per eccellenza. In realtà l'origine di questa salsa è orientale. Infatti il termine "ketchup" deriva dal malese kecap, che in origine fu una salsa a base di pesce, soprattutto acciughe, fermentato. Quando nel 1600 questa salsa sbarcò in Europa, i cuochi iniziarono a personalizzarla utilizzando svariati ingredienti tra cui ostriche, funghi, noci e limone. La ricetta del ketchup come la conosciamo inizia a svilupparsi alla fine del 1700 quando, in America, alcuni cuochi iniziano ad utilizzare il pomodoro per produrla. Nasce così nel 1812 il primo tomato ketchup prodotto da James Mease, di Philadelphia. Ma fu solo nel 1872 che Henry J. Heinz sviluppò la ricetta del ketchup che la sua azienda, la Heinz, utilizza ancora oggi. In contrasto con le consuetudini di allora, Heinz aumentò la quantità di aceto e di zucchero, aggiunse la cipolla e un mix di spezie. Questa combinazione di sapori divenne talmente famosa che gli americani identificarono ben presto il termine ketchup solo ed esclusivamente con la salsa di Heinz, e da allora nulla è cambiato in buona parte del mondo, Italia compresa, dove aveva preso il nome di "salsa rossa" o "salsa rubra", divenendo un preparato tipico del Piemonte.

Ingredienti
Il ketchup è un prodotto a base di pomodoro, aceto, zucchero, spezie. Il ketchup ha un potere calorico medio-basso, infatti possiede circa 100 kcal per 100 g, è difficile consumarne più di 20-30 grammi, dunque un apporto quasi trascurabile, inoltre è povero di grassi.

Additivi
Occorre fare attenzione agli additivi in esso contenuti: si va da conservanti innocui come il sorbato di potassio, ai più pericolosi (e quindi da evitare) derivati dell'acido benzoico (come l'E211), dagli esaltatori di sapidità (che ingannano il gusto del consumatore consentendo l'uso di materie prime scadenti) agli aromi sintetici per alcuni dei quali valgono le stesse indicazioni degli esaltatori di sapidità. È quindi opportuno prestare attenzione al momento dell'acquisto, leggendo prima gli ingredienti in esso contenuto.

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La tragedia della nave Concordia

La tragedia della nave Concordia


Arriva dal Regno Unito il primo documentario sul disastro della Costa Concordia, Terror at Sea: The sinking of the Concordia, appena trasmesso su Channel 4 e seguito da circa 3,4 milioni di spettatori.
Le testimonianze
Ecco alcune delle drammatiche testimonianze inedite che trovano spazio nel documentario. Le hanno offerte in gran parte i ballerini inglesi e alcuni ospiti britannici sulla nave. Assieme alle immagini, davvero impressionanti, rappresentano il cuore del documentario. Qui sotto sono riprese alcune di quelle relative ai momenti immediatamente precedenti e successivi all’impatto, in base alla successione dei fatti in quella drammatica notte.


sabato 11 febbraio 2012

James Cracknell : l'uomo d'Acciaio - Yukon Arctic Ultra -

James Cracknell : l'uomo d'Acciaio - e03 -


Yukon Arctic Ultra
James, a pochi mesi da un grave incidente in bici, risalirà nuovamente sul sellino per mettere alla prova i limiti della sopravvivenza in una gara che solo gli atleti con più resistenza fisica hanno tentato, la Yukon Arctic Ultra. Coprendo 430 miglia di deserto ghiacciato del Canada, il campione in pieno inverno, a meno 50 gradi, combatterà venti a 50mhp. Tra gli atleti che vi prendono parte alcuni corrono, altri gareggiano con gli sci di fondo mentre un ristretto numero di partecipanti, compreso James, sceglie la bicicletta. Ma le condizioni meterologiche possono variare così veloceme che è impossibile prevedere chi tra un ciclista, uno sciatore, un corridore oltrepasserà il traguardo per primo. Per prepararsi a quest’ambiziosa avventura James ha commissionato ad un team di esperti la costruzione di una nuova bicicletta disegnata appositamente per “sopportare” le difficoltà del terreno.

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Un torinese alla Yukon Arctic Ultra
Ultimi giorni di allenamento sulle montagne della Valsusa per il runner piemontese prima della partenza per la Yukon Arctic Ultra, la massacrante gara tra le nevi dell’inverno canadese che si corre dal 6 al 19 febbraio prossimi.  L'obiettivo: quasi 500 chilometri no stop in un tempo massimo di otto giorni.
Almese (Torino), 24 gennaio 2011 – La chiamano la corsa più gelida e più dura del mondo, e non si fa fatica a crederlo, soprattutto per chi partecipa ai segmenti più lunghi e proibitivi. Si tratta della Yukon Arctic Ultra (www.arcticultra.de), gara di pochi dislivelli ma di temperature e condizioni atmosferiche proibitive che si corre dal 2003 sulle tracce della celebre Yukon Quest.

Niente cani però a trainare slitte e corridori: alla Arctic Ultra si può partecipare a piedi, in bici o sugli sci, e senza l’assistenza di alcun mezzo propulsore. I segmenti, oltre alla maratona che si corre sulla distanza classica all’inizio del primo giorno, sono 100, 300 e 430 miglia.
Marco Gandini, 40 anni, veterinario specializzato in chirurgia equina e atleta per passione, correrà nel segmento da 300 miglia (482,80 Km), categoria runners. Al seguito solo una slitta in carbonio carica dei circa 20 chili di attrezzatura necessari per sopravvivere giorno e notte in autonomia, con temperature che possono scendere fino a 40 gradi sotto zero e oltre. Il tempo limite per la percorrenza della distanza è di 192 ore (otto giorni).
Non è la prima impresa di Gandini nella sfera dell’estremo: nell’ultimo anno ha corso alcune delle gare più dure dello sky running e dell’ultra trail italiano, tra cui la incredibile Tor des Géants, in Val d’Aosta (gara di sky running, 330 Km, per 24mila metri di dislivello in sei giorni massimi di percorrenza), l’Ultra Trail du Montblanc, il Trail del Monte Soglio, il Via Lattea Trail in notturna.
È fissata per primo febbraio la partenza da Torino per il Canada, con meta Whitehorse, capitale dello Yukon. Qui gli atleti si trovano per trascorrere l’acclimatazione e gli ultimi preparativi prima del via. Appuntamento il 6 febbraio, alle 10.30 di mattina ora di Whitehorse (19.30 in Italia) per la partenza dell’avventura di Gandini e degli altri atleti in gara nella categoria 300 miglia.



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venerdì 10 febbraio 2012

Inside : Il gene dell'ultraviolenza

Inside : Il gene dell'ultraviolenza


L'ex cantante Henry Rollins ci aiuta a capire se possa realmente esistere un legame fra un singolo gene e un comportamento violento. Lo studio potrebbe rivelarci chi controlla realmente il nostro comportamento?

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Il numero del 23 dicembre della celebre rivista scientifica Nature, ha pubblicato i risultati di una importante ricerca guidata dalla italiana Laura Bevilacqua presso il Laboratorio di Neurogenetica del NIH's National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA), Maryland, USA.
E’ stato studiato un campione di criminali violenti di origine finlandese. La scelta della Finlandia risiede nel fatto che la popolazione finlandese discende da un gruppo limitato di antenati, il che riduce molto la complessità genetica della popolazione, facilitandone lo studio delle caratteristiche geniche.
I criminali scelti avevano tutti dato atto a condotte violente spontanee e non riconducibili ad alcuno scopo preciso.
Il DNA dei criminali in questione è stato sequenziato e confrontato con quello di soggetti finlandesi di controllo.
Il risultato sorprendente è stato il ritrovamento di una piccola variazione nel DNA nei soggetti violenti che causa il blocco della funzione di un gene noto come HTR2B.
Il gene HTR2B ha la funzione di indurre la produzione di una proteina che funziona da recettore cerebrale della serotonina. La serotonina è un neurotrasmettitore cerebrale che regola numerose funzioni e comportamenti, tra i quali vi è anche l’impulsività.

E ancora più interessante è stato il ritrovare che i soggetti portatori di questa variante genetica che avevano avuto condotte violente, erano tutti uomini e avevano agito tutti sotto l’effetto dell’alcol. In sintesi, la sola variazione genetica, non spiegherebbe il comportamento impulsivo e violento, ma avrebbe bisogno del contemporaneo effetto dell’alcol per manifestare la sua influenza sul comportamento
A rafforzare l’importanza della scoperta, lo stesso team di ricercatori ha dimostrato che cancellando il gene HTR2b dal DNA di topi geneticamente modificati, gli stessi animali dimostravano un comportamento più impulsivo rispetto agli animali di controllo.
Questa scoperta apre la strada alla migliore comprensione dei meccanismi che regolano l’impulsività e potrebbe condurre all’individuazione di nuove strategie per la diagnosi e per il trattamento di importanti manifestazioni cliniche di tipo impulsivo.



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Gli intoccabili - la vera storia

Gli intoccabili - la vera storia 


Nella Chicago degli anni '20 un pugno di uomini fermarono lo strapotere criminale di Al Capone. Le loro gesta sono state al centro di un film epico. Ma chi erano realmente?

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« Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo! »

(Al Capone / Robert De Niro a Eliot Ness / Kevin Costner)

Gli intoccabili (The Untouchables) è un film del 1987 diretto da Brian De Palma e scritto da David Mamet.
Il cast annovera Kevin Costner nel ruolo dell'agente federale Eliot Ness, Sean Connery nei panni del poliziotto irlandese Jimmy Malone, Andy Garcia, il giovane poliziotto italo-americano George Stone, e Robert De Niro nel ruolo del boss Al Capone. Il film è ispirato all'autobiografia di Ness, che aveva già dato vita in USA a una serie televisiva con Robert Stack. Per la sua interpretazione Connery vinse un Oscar come miglior attore non protagonista. La pellicola divenne un grosso successo al botteghino, incassando 76 milioni di dollari.

Curiosità
La scena iniziale del barbiere con Al Capone è stata girata utilizzando delle suppellettili originali del barbiere di Al Capone.

Incongruenze storiche
Frank Nitti in realtà non fu ucciso, anzi, prese le redini dell'impero di Al Capone.
La sentenza, così come la si sente nel film, è incompleta; Capone sarebbe stato sì condannato ad 11 anni (di cui ne avrebbe scontati solo 9) di carcere, ma avrebbe anche dovuto pagare 80.000 dollari di multa.
All'epoca dei fatti Eliot Ness non aveva nessuna figlia. Adottò il suo unico figlio, Robert, soltanto nel 1947.

Citazioni
La famosa scena che si svolge sulla scalinata della Central Station di Chicago, in cui è coinvolta una carrozzina, è un omaggio al film La corazzata Potëmkin di Ejzenštejn, resa ancora più esplicita dalla presenza di alcuni marinai, decisamente fuori posto considerando l'ambientazione.
Sempre la scena della scalinata della Central Station di Chicago, ha ispirato l'inizio del film Una pallottola spuntata 33⅓: l'insulto finale (1994), di Peter Segal.

Marketing
Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta la Ocean software sviluppò degli adattamenti videoludici destinati a diverse piattaforme tra cui il Commodore 64, il Nintendo (1990) e anni dopo il Super Nintendo (1994).

Produzione
Gli intoccabili è stato girato a Chicago, Illinois; Hardin, Montana; e l'area sottostante delle Great Falls (Montana).

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mercoledì 8 febbraio 2012

James Cracknell : l'uomo d'Acciaio - Race Across America -

James Cracknell : l'uomo d'Acciaio - e02 -


Race Across America
Cracknell: attraversare l’America da Los Angeles a New York in 18 giorni cimentandosi in quattro discipline sportive: correrà 100 miglia nel calore bruciante della Death Valley, pedalerà lungo le 2500 miglia della Route 66 e navigherà per 250 miglia sulle sponde del Lago Erie, per finire nuoterà per le ultime 15 miglia nel fiume Hudson sotto lo sguardo attento della Statua della Libertà.

James Cracknell : l'uomo d'Acciaio - Marathon des Sables -

James Cracknell : l'uomo d'Acciaio - e01 -


Marathon des Sables
James mette alla prova il suo fisico e la sua reputazione cercando di superare la corsa più difficile al mondo: la Marathon des Sables. Ogni anno mille atleti da più di 30 nazioni corrono più di 250km in uno dei luoghi più inospitali della terra: pochissimi riescono a portare a termine la gara. James non solo vuole concludere la corsa, ma vuole rientrare nell’elite dei top 50. Lo scopo è quello di testare il limite di resistenza fisica.

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La Marathon des Sables ("Maratona delle Sabbie") è una corsa sulla distanza di 240 km che si svolge interamente nel Sahara marocchino.
La manifestazione dura una settimana, con sei frazioni e un giorno di riposo. I partecipanti percorrono la lunghezza della maratona in completa autosufficienza alimentare; lungo il percorso c’è un ristoro ogni 10 km dove i partecipanti possono ritirare la razione personale di acqua giornaliera (nove litri).
L'atleta italiano che più si è contraddistinto è Marco Olmo. Nel 1994 l'atleta Mauro Prosperi si perse durante una tappa a causa di una tempesta di sabbia, riuscendo a raggiungere una tenda berbera, dopo 6 giorni nel deserto durante i quali mangiò radici, pipistrelli e serpenti.