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domenica 19 febbraio 2012

A caccia di mostri : il fiume degli squali

A caccia di mostri : il fiume degli squali


Chi sono i feroci predatori dell'oceano che sono a caccia di prede persino nei fiumi americani? Alcune testimonianze sostengono che possa trattarsi dello squalo leuca.

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Lo squalo leuca (Carcharhinus leucas Müller ed Henle, 1839) o squalo zambesi (da non confondere con lo squalo toro vista la nomenclatura di "bullshark" che gli viene attribuita nei paesi di lingua anglosassone) è una comune specie di squalo della famiglia dei Carcarinidi diffusa nelle acque calde e poco profonde delle zone costiere e dei fiumi di tutto il mondo. È noto soprattutto per il suo comportamento imprevedibile e spesso aggressivo. Dato che spesso si incontra in acque poco profonde, è considerato la specie di squalo più pericolosa per l'uomo e, insieme allo squalo tigre e allo squalo bianco, è una delle tre specie a cui sono stati attribuiti il maggior numero di attacchi all'uomo.

Diversamente dalla maggior parte degli squali, lo squalo leuca tollera l'acqua dolce ed è in grado di risalire il corso dei fiumi. Alcuni esemplari sono stati ritrovati perfino nei fiumi Ohio (nell'Indiana) e Mississippi (nell'Illinois), sebbene in tali aree siano stati registrati solamente pochi attacchi. Proprio per questo motivo la specie è probabilmente la responsabile del maggior numero di attacchi all'uomo avvenuti in acque costiere, compresi molti attacchi attribuiti ad altre specie. Tuttavia, gli squali leuca (diversamente dagli squali di fiume del genere Glyphis) non sono veri e propri squali d'acqua dolce.

Tolleranza all'acqua dolce
Lo squalo leuca è la meglio conosciuta tra le 43 specie di Elasmobranchi (appartenenti a dieci generi e quattro famiglie) avvistate in acque dolci. Tra le altre specie che vivono stabilmente nei fiumi vi sono alcune pastinache (Dasiatidi e Potamotrigonidi) e i pesci sega (Pristidi). Alcune specie di razza (Rajidi), il palombo scuro (Triakidi) e lo squalo plumbeo (Carcharhinus plumbeus), invece, entrano regolarmente negli estuari. La capacità degli Elasmobranchi di entrare nelle acque dolci è piuttosto limitata, poiché il loro sangue è salato (in termini di resistenza osmotica) quanto l'acqua di mare, a causa dell'accumulo nei tessuti di urea e ossido di trimetilammina, ma gli squali leuca che vivono in acqua dolce riescono a ridurre la concentrazione di questi soluti fino al 50%. Perfino in questo modo necessitano di produrre venti volte più urina di quanto non facciano i loro simili che vivono in acqua salata.

Inizialmente gli scienziati ritenevano che gli squali del Lago Nicaragua appartenessero ad una specie endemica, lo squalo del Lago Nicaragua (Carcharhinus nicaraguensis). Nel 1961, però, in seguito al confronto di vari esemplari, i tassonomi si accorsero che si trattavano solamente di una particolare forma di squali leuca; da allora il nome Carcharhinus nicaraguensis è considerato sinonimo di Carcharhinus leucas. Essi sono in grado di risalire le rapide del fiume San Juan (che congiunge il Lago Nicaragua al Mar dei Caraibi) quasi come i salmoni. Squali leuca marcati dentro il lago sono stati in seguito catturati in oceano aperto (e viceversa); alcuni di essi hanno impiegato 7-11 giorni per effettuare il viaggio.

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