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mercoledì 23 novembre 2011

Delitti : Il mostro di Firenze

Delitti : Il mostro di Firenze


“Delitti” propone una puntata speciale dedicata al caso più sconvolgente della storia criminale italiana: il Mostro di Firenze.
Dal 1968 al 1985 il “mostro” ha ucciso sedici giovani amanti mutilando orribilmente i corpi delle donne. L’unica colpa di quelle otto coppie di innamorati? Si stavano amando sulle colline di Firenze in una notte di luna nuova. Dopo trent’anni di lavoro e continui colpi di scena la giustizia italiana ha finalmente stabilito una verità giudiziaria: il “mostro” non è un solo, bensì un gruppo. Sono Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, i cosiddetti “compagni di merende”, tre poveracci della provincia toscana mossi dalle loro perverse abitudini sessuali. Ma il caso non è chiuso. Le indagini continuano. Anche se tutti i condannati sono già morti.Secondo alcuni autorevoli parer, i “compagni di merende” sarebbero solo il braccio armato di una setta esoterica legata alla massoneria.

Qual è la verità? Quali misteri si nascondono ancora dietro al “mostro di Firenze”? Delitti speciale “Mostro di Firenze” cercherà di raccontarli tutti.

“Delitti” ricostruirà tutta la vicenda del Mostro usando uno stile che, come nel tradizionale progetto della serie, vuole unire il rigore filologico del documentario storico al ritmo e all’appeal della fiction all crime. Interviste esclusive con alcuni dei protagonisti più importanti della vicenda.
Tra i più importanti, citiamo: il magistrato Piero Luigi Vigna, capo della procura fiorentina fin dai primi delitti del mostro, il cervello di tutta l’indagine; Silvia Della Monica, uno dei primi sostituti procuratori a indagare sul campo (e passata alla storia come protagonista della macabra attenzione del Mostro: nel 1985 le recapitò un lembo del seno di una vittima poche ore dopo l’omicidio); Piero Tony, rappresentante dell’accusa nel processo d’appello; Michele Giuttari, capo della squadra antimostro, il primo detective a scoprire la rete di complicità che legava Pietro Pacciani ai compagni di merende; Mario Spezi, il giornalista che dopo aver seguito tutta la vicenda è stato anche sospettato di appartenere alla cupola che avrebbe potuto manovrare i compagni di merende; Nino Marazzita, il principe del foro che con la sua difesa riuscì a fare assolvere Pacciani in secondo grado. Sotto l’aspetto visual, lo “Speciale Mostro” si avvale di molteplici fonti: il meglio del repertorio video mandato in onda dalla Rai e dalle tv private fiorentine in trent’anni di storia; ricostruzioni accuratissime delle scene del crimine, girate sul set della fiction “Il Mostro di Firenze”; materiali inediti delle forze di polizia.

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